Astronomo intento ad osservare le Orionidi in una località poco distante da Sofia, in Bulgaria (ottobre 2013)
in foto: Astronomo intento ad osservare le Orionidi in una località poco distante da Sofia, in Bulgaria (ottobre 2013)

L'autunno porterà con sé serate e nottate decisamente più fresche ma, per gli amanti dei cieli, sarà comunque una buona occasione per volgere gli occhi al cielo, nubi e pioggia permettendo. Diversi, infatti, saranno gli appuntamenti che caratterizzeranno ottobre, il quale si introduce con il primo quarto di Luna, portando al plenilunio il giorno 8; tant'è che durante questo mese assisteremo a cinque fasi lunari, in luogo delle consuete quattro. E mentre le nostre giornate si accorciano sempre più, lasciando spazio alla notte che crescerà fino al 21 dicembre, si susseguiranno gli eventi interessanti per chiunque voglia regalarsi qualche istante di serenità perdendosi nel firmamento.

Le Stelle cadenti di ottobre

Numerosi sono gli sciami meteorici che si affollano nei cieli ottobrini: per i primi due, tuttavia, le possibilità di osservazione sono piuttosto scarsine. Le Delta Aurigidi, ad esempio, si presentano come uno sciame piuttosto debole e, oltretutto, la Luna interferirà non poco con la visibilità di questa pioggia di Stelle cadenti. Peggio ancora andrà per le Draconidi, che raggiungono il proprio picco proprio in coincidenza con il plenilunio; oltretutto, trattandosi di uno sciame irregolare che regala degli exploit quando la sua cometa d'origine si trova in prossimità del perielio, non sarà questo l'anno in cui lo vedremo piovere con particolare intensità, dato che la Giacobini Zinner da cui deriva si è già trovata alla sua distanza minima dal Sole nel febbraio del 2012.

Ma tutto questo dovrebbe essere ripagato da una maggiore fortuna con le Orionidi: le Stelle cadenti frutto dei residui eiettati nei vecchi passeggi della cometa Halley, infatti, vedranno il proprio picco tra il 21 e il 22 del mese, quasi in coincidenza con la Luna nuova, beneficiando così del buio pressoché totale (eccezion fatta, naturalmente, per l'inquinamento luminoso). Il radiante, ossia il punto da cui sembrano provenire le meteore, sarà a nord della stella Betelgeuse, nella costellazione di Orione, e il momento migliore per l'osservazione ci sarà una volta passata la mezzanotte. Impossibile fare previsioni sull'intensità, dato che la corrente non è omogenea e, come spiegano gli esperti dell'Unione Astrofili Italiani, la Terra incontra zone più o meno dense di meteoriti: in ogni caso è verosimile che si vedranno circa 25/30 meteore all'ora, ragion per cui il modo di esprimere un desiderio, probabilmente, si troverà.

Il ritorno delle Comete

Dopo essere salita sul podio come seconda cometa più luminosa del 2014, almeno fino ad oggi, la C/2014 E2 Jacques sarà ancora visibile in prima serata, non appena cala il buio nella Costellazione dell'Aquila. Tuttavia la sua magnitudine, ormai, sta scemando, ragion per cui sarà sempre meno osservabile. Poco da vedere anche per C/2012 K1 PANSTARRS la quale, dopo il passaggio al perielio, è tornata nella seconda metà di settembre e, come spesso accade, senza regalarci una luminosità più intensa. Improbabile, quindi, che raggiunga la sesta magnitudine che, comunque, la renderebbe visibile soltanto in un cielo particolarmente pulito. Terminerà il mese nella Costellazione della Poppa dove diventerà gradualmente inosservabile, per poi tornare a fine anno, non si sa con quanta luminosità.

Ma l'evento astronomico del mese ci sarà sicuramente regalato dalla Cometa C/2013 A1 Siding Spring, proveniente dall'emisfero celeste australe, purtroppo anch'essa meno visibile di quanto si sperava. Bassa sull'orizzonte, lungo la coda dello Scorpione prima e la parte meridionale dell'Ofiuco poi, il 19 di ottobre regalerà un appuntamento imperdibile, quando transiterà accanto a Marte, ricoprendo con la sua chioma il disco del Pianeta: nient'altro che un effetto ottico, ma particolarmente raro e dall'effetto suggestivo garantito. Scoperta all'inizio del 2013, la C/2013 A1 Siding Spring, dal calcolo preliminare della sua orbita, aveva mostrato che si sarebbe approssimata molto al Pianeta Rosso, con qualche probabilità anche di andarcisi a schiantare contro. Invece, il tutto si risolverà con un avvicinamento notevole di circa 130.000 chilometri. Purtroppo, però, il fenomeno dalla Terra difficilmente potrà essere visibile, a meno di non assicurarsi un cielo ben pulito e l'ausilio di qualche strumento: forse può sembrare una fatica ma, a ben pensarci, si tratta di un evento che difficilmente vedremo ripetersi e, quindi, magari un tentativo va fatto. Del resto, cosa c'è di più bello da vedere dello spettacolo offerto dalle immensità dello spazio?