Credit: wikipedia
in foto: Credit: wikipedia

Nella notte del 6 marzo la volta celeste sarà impreziosita dalle fiammate delle pi Virginidi, uno sciame meteorico che si verifica tra il 13 febbraio e l'8 aprile e che raggiunge il picco massimo proprio durante i primi dieci giorni di marzo (tipicamente tra il 3 e il 9). Non si tratta certamente della pioggia di meteore più affascinante cui è possibile assistere nel corso dell'anno – come quella delle Lacrime di San Lorenzo (Perseidi) di agosto -, anche perché il Tasso Orario Zenitale (ZHR), ovvero il numero di scie luminose apprezzabili in un'ora, arriva al massimo alla decina di "fiammate", tuttavia le condizioni per l'osservazione nel 2019 sono estremamente favorevoli. Il picco massimo, infatti, collimerà col novilunio previsto alle 17:04 (ora di Roma) del 6 marzo, dunque il cielo sarà privo del disturbo della Luna, un palcoscenico perfetto per ammiare le meteore (inquinamento luminoso artificiale permettendo, naturalmente).

Dove vedere le Virginidi. Come per tutti gli sciami meteorici, il nome delle Virginidi deriva da quello del radiante da cui sembrano originare, ovvero la costellazione della Vergine. Il 6 marzo il gruppo di stelle inizierà a levarsi a Est attorno alle 19, mentre l'intera costellazione diverrà visibile alle 22:20 circa. L'area più favorevole dove cercare con lo sguardo le scie luminose è nei pressi della stella Spica, la più brillante dell'intera costellazione e il 15esimo oggetto più luminoso della volta celeste. Come indicato, le pi Virginidi hanno uno ZHR piuttosto basso, inoltre originano da frammenti molto piccoli che bruciano a contatto con l'atmosfera terrestre, quindi difficilmente danno vita a fiammate molto appariscenti. Non manca tuttavia qualche exploit da parte di frammenti più grandi, che il 6 marzo verrà impreziosito dal cielo completamente buio.

Credit: Stellarium
in foto: Credit: Stellarium

Come vedere le Virginidi. Il metodo migliore per osservare le “stelle cadenti” è ad occhio nudo, poiché le meteore possono disegnare percorsi molto lunghi sulla volta celeste e con gli strumenti si rischia di perdere buona parte dello spettacolo. Un binocolo con un piccolo ingrandimento potrebbe comunque essere utile dopo aver ammirato qualche scia senza supporti. Uno dei modi migliori per godersi le meteore è attraverso la fotografia a lunga posa; con un obiettivo grandangolare si può infatti provare a immortalare qualche meteora puntando l'area di interesse e lasciando scattare la reflex a ripetizione. Un'esposizione di 15, massimo 30 secondi può essere utilizzata senza astroinseguitore, per pose più lunghe diventa invece imprescindibile il supporto di una montatura, dato che sulla foto comparirebbero le “star trails”, le scie lasciate dalle stelle che apparentemente si muovono sullo sfondo. Ricordiamo che tra il 19 e il 22 marzo ci saranno anche i picchi delle eta e theta Virginidi – le Virginidi sono un complesso sciame meteorico frammentato -, tuttavia in quei giorni ci sarà il disturbo del plenilunio (21 marzo) a “oscurare” completamente lo spettacolo.