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in foto: Credit: Free–Photos

La sera e la notte di venerdì 28 giugno il firmamento sarà impreziosito dal picco massimo dello sciame meteorico delle Bootidi. Storicamente non è incluso tra le correnti di “stelle cadenti” più spettacolari, a causa del numero piuttosto limitato di scie luminose che produce, tuttavia in determinate occasioni ha dato vita a veri e propri exploit. Lo ZHR (Zenithal Hourly Rate, Tasso Orario Zenitale) delle Bootidi, cioè il numero di meteore per ora, è infatti di appena 1-2, ma nel 1916, nel 1921, nel 1927 e nel 1998 il valore è arrivato fino a 100, mostrando uno spettacolo simile a quello degli sciami meteorici più amati, come le Perseidi di agosto, le famose “Lacrime di San Lorenzo”.

Dove vedere le Bootidi di giugno

Le temperature elevate e il cielo limpido previsti su quasi tutta l'Italia per il 28 giugno saranno un ottimo incentivo a puntare il naso all'insù, soprattutto se ci si troverà all'aperto e lontano dall'inquinamento luminoso. Per cercare le Bootidi bisognerà puntare lo sguardo verso Sud e cercare la bellissima Arturo (Arcturus), una delle stelle più luminose della volta celeste (la quarta dopo Sirio, Canopo e Alpha Centauri). L'astro fa parte della costellazione del Boote, dalla quale prende origine anche quello dello sciame meteorico; tutte le correnti delle “stelle cadenti”, infatti, prendono il nome dal radiante della volta celeste dal quale sembrano originare. Il punto dove osservare è leggermente a Nord/Nord Est di Arturo, tra la coda della costellazione del Drago, il Grande Carro dell'Orsa Maggiore e la costellazione di Ercole. Per chi sarà munito di un buon binocolo o di un telescopio, nei pressi dell'area di origine (apparente) delle Bootidi sarà possibile osservare anche l'ammasso globulare di Ercole M13 e la Galassia Girandola M101. Una delle caratteristiche più affascinanti di questo sciame meteorico risiede nel fatto che alcune meteore sembrano “accendersi” mentre disegnano la scia nel cielo, risultando particolarmente spettacolari da immortalare con la fotografia a lunga posa.

Credit: Stellarium
in foto: Credit: Stellarium

Origine delle Bootidi di giugno

Lo sciame meteorico delle Bootidi deriva dai detriti della cometa 7P/Pons-Winnecke, una cometa gioviana (comete periodiche con un breve periodo) scoperta il 12 giugno 1819 dall'astronomo francese Jean-Louis Pons, mentre studiava il cielo dall'Osservatorio di Marsiglia. L'oggetto celeste è passato alla minima distanza dalla Terra circa 90 anni fa, il 26 giugno del 1927, ed è proprio in quel periodo che ha dato vita ai picchi più spettacolari. Nonostante si stia allontanando sempre più dalla Terra, ha originato un nuovo picco di meteore nel 1998, dunque non si esclude che quest'anno o in futuro possa dar vita a nuovi exploit. A rendere particolarmente favorevole il possibile spettacolo astronomico l'assenza di disturbo della Luna, che sorgerà attorno alle 2:30 di sabato 29 giugno e sarà prossima alla fase di Luna Nuova. Tutta la sera e la notte saranno dunque propizie per provare ad ammirare le Bootidi.