Foto del comandante Chris Hadfield dalla ISS.
in foto: Foto del comandante Chris Hadfield dalla ISS.

Nelle fantasie hollywoodiane avrebbe motivato una pellicola ad hoc, eppure la comunicazione che viene "dalle stelle" è fredda, quasi del tutto priva di pathos se non per un riferimento an passant ad un pericolo maggiore scampato. Il canadese Chris Hadfield, comandante della Stazione Spaziale Internazionale, ha fotografato un foro della misura di 1,5 o 2 centimetri su dei pannelli solari, affermando di essere "contento che non abbia colpito la Stazione". Il riferimento dell'astronauta canadese è "ad una piccola pietra arrivata dall'Universo".

Da Terra, invece, molta preoccupazione, soprattutto perché la causa del danno non è poi così certa come appare ad Hadfield. L'oggetto che ha colpito i pannelli solari, infatti, potrebbe essere tanto un meteorite quanto un detrito di un satellite o un razzo distrutti in orbita. Normalmente questi frammenti vengono tracciati e controllati da terra, ma quelli che hanno una dimensione inferiore ai 2 centimetri sono praticamente impossibili da individuare. Insomma, l'inquinamento spaziale potrebbe essere più pericoloso di quanto ci si potesse attendere. L'altra ipotesi, quella del meteorite, risveglia semplicemente la paura di un pericolo reale. Questi corpi provenienti talora da regioni estranee al Sistema Solare costituiscono una pericolo quasi del tutto imprevedibile. Chi si trova a bordo della ISS ovviamente non ignora i pericoli. Rivela Paolo Nespoli, astronauta italiano che ha abitato la Stazione tra il 2010 e il 2011, che "Siamo a conoscenza che essere lassù è pericoloso, ma siamo addestrati ad una emergenza qualora un oggetto di qualunque natura colpisca la Stazione Spaziale". Come vivere dunque lassù? "La parte abitata della Stazione Spaziale – ricorda Nespoli – è schermata per assorbire oggetti che la potrebbero colpire. A bordo però si lavora e si va avanti senza pensarci troppo".