Test eseguiti su 16 malati da due italiani ricercatori all'estero aprono finalmente alla terapia basata sulle staminali.

Grazie alle proprie stesse cellule staminali un cuore può ripararsi da solo: quello che poteva sembrare solo un sogno è da poco realtà, grazie agli ultimi test clinici eseguiti da due ricercatori italiani all'estero. Ad un gruppo composto da 16 pazienti con scompensi cardiaci dovuti a precedenti infarti al miocardio, sono state trapiantate le staminali adulte prelevate dal loro stesso cuore.

Estratte dall'organismo, le cellule cardiache sono state prima purificate nei laboratori di Boston e poi fatte crescere per essere successivamente impiantate nei malati, attraverso un catetere, una volta raggiunto il numero sufficiente, circa un milione. La sperimentazione è stata guidata da due ricercatori italiani che lavorano all'estero, Roberto Bolli dell'Università di Louisville e Piero Anversa della Harvard Medical School ed i risultati sono stati pubblicati sulla rivista The Lancet

Gli esiti dei trapianti hanno stupito persino gli studiosi che non si aspettavano, in fase di trial, tali visibili progressi nei pazienti: a fronte del modesto 4% atteso, è risultato che, nell'arco di un anno, per tutti c'è stato un miglioramento del 12% delle funzioni cardiache, con una visibile diminuzione sia dell'insufficienza sia del tessuto danneggiato. Il confronto con sette malati a cui non era stato effettuato alcun intervento, seguiti per il medesimo arco di tempo, ha confermato la funzionalità dell'operazione.

Presentato ad Orlando al convegno della American Heart Association, lo studio clinico ha dato senza ombra di dubbio dei risultati che fanno ben sperare; tentativi di «riparazione» del cuore in precedenza erano stati già effettuati, ma con le staminali provenienti dal midollo osseo. Nel ricorso a cellule cardiache sta la grande novità di questa sperimentazione che avvicina sempre di più la scienza alle esigenze dell'uomo.