Un rarissimo esemplare di squalo dal collare (Chlamydoselachus anguineus), una specie ‘preistorica' la cui testa ricorda quella di un serpente, è stato pescato nelle acque dell'Oceano Atlantico, innanzi alle coste portoghesi dell'Algarve. A catturarlo un'equipe di scienziati dell'IPMA (Istituto Portoghese del Mare e dell'Atmosfera) impegnata nel progetto MINOUW, che ha come obiettivo proprio l'analisi delle catture ‘indesiderate' della pesca europea, oltre che la ricerca di una soluzione per ridurne al minimo l'impatto ecologico. Lo squalo dal collare, noto anche col nome anglosassone di “frilled shark”, ha del resto scarso valore commerciale, ma le catture accidentali potrebbero averne impoverito il numero di esemplari, sebbene venga indicato con rischio minimo (codice LC) nella Lista Rossa dell'IUCN.

L'esemplare catturato dai ricercatori: Credit IPMAin foto: L'esemplare catturato dai ricercatori: Credit IPMA

Il dettaglio più curioso di questo pesce cartilagineo risiede nell'aspetto affusolato e serpentiforme, soprattutto della testa; non a caso si pensa che le vecchie storie su mostri e serpenti marini possano essere scaturite proprio dalla cattura di squali dal collare. Dal colore marroncino, questi squali raggiungono i due metri di lunghezza e si spostano con movimenti sinuosi, simili a quelli dei serpenti quando attaccano le prede. La loro bocca è costellata da 300 affilatissimi denti, disposti su una serie di “batterie”. Non ricordano affatto quelli dello squalo bianco e di altre specie affini, ma formano una sorta di tappeto di aghi che servono al pesce per immobilizzare le sue prede preferite, tra le quali calamari, pesci e razze. A causa della grande apertura della bocca e dei curiosi denti riesce a ingurgitare anche prede di grandi dimensioni, che coglie di sorpresa con rapidi movimenti laterali della testa.

Credit: Rob Nawojchikin foto: Credit: Rob Nawojchik

L'esemplare pescato a largo della città di Portimao è un maschio di 1,5 metri, e la rarità non è l'unico dettaglio ad aver sorpreso i ricercatori. Nell'Atlantico, infatti, la specie vive attorno ai mille metri di profondità, ma questo squalo è stato catturato a 700 metri. Per gli scienziati si tratta di un vero e proprio “fossile vivente”, dato che 80 milioni di anni fa la specie conviveva sia con i dinosauri del Tardo Cretaceo che con rettili marini giganteschi, anch'essi scomparsi dopo la caduta dell'asteroide chicxulub in Messico.

La biologia degli squali dal collare è poco conosciuta, ma è noto che essi vivano nelle acque profonde di diversi oceani; hanno dunque una distribuzione molto ampia, sebbene “molto irregolare”, come sottolineato dalla dottoressa Margarida Castro dell'Università dell'Algarve, tra gli studiosi presenti alla cattura. In Giappone alcuni esemplari di squalo dal collare possono spingersi sino ai 200 metri di profondità.

[Credit: Citron]