In Italia ogni 100 metri di spiaggia si contano in media 770 oggetti, l'80 percento dei quali è rappresentato da rifiuti di plastica, considerata la “regina” degli inquinanti marini. Nei fondali si contano invece fino a 99 oggetti per chilometro quadrato, mentre si stima la presenza di ben 28 miliardi di micro-rifiuti inquinanti che fluttuano nelle acque nazionali. Sono solo alcuni dei drammatici dati sulla salute dei nostri mari e delle nostre spiagge, annunciati presso la sala stampa della Camera in occasione della Giornata del mare e della cultura marina, che si celebra ogni anno l'11 aprile nella data del naufragio della super petroliera cipriota Haven, che affondò nel golfo di Genova l’11 aprile del 1991 riversando in mare migliaia di tonnellate di petrolio.

Spiagge come discariche. Il monitoraggio delle spiagge e dei mari italiani è stato eseguito dall'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), su commissione del Ministero dell'Ambiente in seno al programma “Strategia Marina”. Gli scienziati hanno setacciato oltre sessanta spiagge tra il 2015 e il 2017, lungo le quali hanno trovato ben 180mila oggetti, con una media di 770 rifiuti ogni cento metri di litorale. Come indicato, nell'80 percento dei casi si tratta di plastica, come sacchetti, bottiglie, lenze e altro ancora. In mare sono stati trovati tra i 66 e i 99 oggetti (77 percento di plastica) per chilometro quadrato di fondale, mentre sulla superficie ne sono stati contati 3 ogni chilometro quadrato. Enormi invece i numeri che coinvolgono i rifiuti con una lunghezza inferiore ai 5 millimetri.

Il dramma delle tartarughe. Tra i dati più significativi annunciati in seno alla conferenza stampa quelli relativi alle tartarughe marine; dei 150 esemplari di Caretta caretta spiaggiati analizzati, quasi il 70 percento aveva ingerito plastica, con una media di ben dodici oggetti per ciascuna tartaruga. “Non è possibile che su 150 tartarughe morte spiaggiate, i ricercatori ci dicano che tre su quattro presentano plastica nel corpo” ha dichiarato con amarezza il ministro dell'Ambiente Sergio Costa, che punta a dare una svolta al problema dell'inquinamento marino con la legge “Salvamare”.

Specie aliene. Un altro problema toccato durante la conferenza stampa è stato quello delle specie aliene nei nostri mari, ben 250. Circa il 70 percento di esse è ormai stabile, in particolar modo nei porti e negli impianti di acquacoltura, dove rappresentano un serio problema ecologico ed economico, oltre che per la nostra salute. Nei due anni di monitoraggio gli scienziati hanno rilevato più di venti specie aliene introdotte recentemente.