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23 Settembre 2019
13:34

Spettacolare “Stonehenge” spagnolo emerge a causa della siccità: il cerchio di pietre ha 4mila anni

Un cerchio di pietre noto come “dolmen di Guadalperal” è emerso lungo la sponda del fiume Tago a causa dell’estrema siccità che ha colpito la Penisola Iberica durante l’estate. Il monumento megalitico, simile a uno Stonehenge in miniatura, era noto dagli anni ’20 e fu sommerso dall’acqua negli anni ’60 a causa della costruzione di un bacino idrico. Gli archeologi stanno pensando di spostarlo.
A cura di Andrea Centini
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Credit: Pleonr
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Uno spettacolare e antichissimo cerchio di pietre simile a uno Stonehenge in miniatura è emerso in Spagna sulle rive del fiume Tago, a causa dell'estrema siccità che ha colpito la Penisola Iberica durante l'estate. Si tratta del dolmen di Guadalperal, un monumento megalitico del quale dall'inizio degli anni '60 del secolo scorso affioravano soltanto le “teste” di alcuni menhir, le pietre disposte verticalmente. Fu studiato e descritto negli anni '20 dal geologo e archeologo tedesco Hugo Obermaier, che stimò l'età dell'affascinante monumento in circa 4mila anni. Fu dunque eretto durante l'Età del Bronzo.

Sito a Peraleda de la Mata nella provincia di Cáceres, il dolmen di Guadalperal fu sommerso dall'acqua – assieme a molti altri siti archeologici simili – quando il regime del generale Francisco Franco decise di costruire il bacino idrico di Valdecañas, nel 1963. Da allora, come indicato, spuntavano dalla superficie solo le porzioni più elevate dei menhir alti circa due metri. Ma la siccità devastante legata ai cambiamenti climatici lo ha riportato alla luce questa estate, purtroppo non nel suo antico splendore. Le pietre di ciò che rimane del dolmen, infatti, sono porose e l'acqua le ha deteriorate sensibilmente. A causa della posizione delicata e dei danni che ha subito, l'Associazione Culturale Radici di Peraleda ha proposto la rimozione del monumento e la collocazione in un luogo più sicuro, benché non tutti gli scienziati siano concordi, almeno non prima di averlo studiato a fondo nel suo luogo di origine, dove potrebbero essere trovati reperti preziosissimi.

Attualmente il cerchio di pietre è costituito da 140 “pezzi” disposti sia in verticale che in orizzontale, e alcuni erano posti sopra quelli verticali per formare il classico dolmen. Gli archeologi ritengono che razzie – operate sin dal tempo dei romani – , atti vandalici e gli effetti dell'acqua abbiano spazzato via molti degli oggetti preziosi presenti nel sito. Secondo alcuni, infatti, si sarebbe trattato anche di un luogo di sepoltura, oltre che di un tempio solare/osservatorio celeste analogo allo Stonehenge britannico, sebbene di dimensioni più conteute. Su uno dei menhir dell'ingresso, che era lungo 21 metri, sono scolpiti un serpente e altri simboli dalla forma umana che probabilmente furono messi a protezione del luogo sacro. Il sito megalitico è stato modificato nel corso dei secoli con l'aggiunta di nuove pietre e strutture, fino a renderlo un rifugio chiuso e appunto un probabile luogo di sepoltura. Grazie all'occasione offerta dalla siccità gli scienziati lo stanno studiando nel dettaglio, in attesa di decidere se spostarlo o meno.

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