A poco meno di due settimane dal Natale il Telescopio Spaziale Hubble ci regala un'immagine straordinaria dell'ammasso globulare Messier 79 (M79), un raggruppamento di stelle sito a 41mila anni luce dal nostro pianeta. Lo scatto ottenuto dallo strumento della NASA e dell'ESA, l'Agenzia Spaziale Europea, è così ricco di dettagli che il ‘vortice' di astri, tipico degli ammassi globulari, sembra una vera e propria tempesta di stelle. Un turbinio scintillante che mette in mostra tutto il fascino misterioso dell'Universo nel quale siamo immersi.

L'ammasso M79 è inquadrato nella costellazione della Lepre ed è facilmente osservabile dalla Terra, sia dall'emisfero settentrionale che da quello meridionale, con qualche vantaggio per chi si trova a sud. In tutto contiene ben 150mila stelle, racchiuse in un'area di “soli” 118 anni luce. Nello scatto del celebre telescopio spaziale è possibile ammirare stelle in varie fasi del proprio ciclo: quelle gialle come il Sole, a metà del proprio viaggio; quelle più rosse al loro stadio finale e le caldissime blu, alcune delle quali “vagabonde”.

Messier 79, conosciuto anche col nome di NGC 1904, fu scoperto dall'astronomo e geodeta francese Pierre Méchain nel 1780, e alla fine dello stesso anno il collega Charles Messier lo riosservò includendolo nel suo celebre catalogo di 110 oggetti. Ancora oggi moltissime nebulose e ammassi globulari portano la classificazione approntata dall'astronomo francese. L'esatta natura dell'ammasso globulare, la cui età è stimata in ben 11,7 miliardi di anni, fu determinata nel 1784 da William Herschel, che utilizzò un telescopio più potente di quello dei colleghi francesi.

Questi incredibili insiemi di astri, come il famoso Ammasso Globulare di Ercole (M13), sono tra gli ‘oggetti' celesti più affascinanti da ammirare dall'oculare di un telescopio o con un buon binocolo, ma solo grazie a strumentazione avanzatissima come il Telescopio Spaziale Hubble è possibile ottenere scaatti con un simile dettaglio.

[Credit: NASA/ESA]