Nelle scorse ore ha fatto il giro del mondo la notizia della sospensione della sperimentazione (o più precisamente, delle nuove vaccinazioni) del promettente vaccino candidato ChAdOx1 (o AZD1222) contro il coronavirus SARS-CoV-2, messo a punto dallo Jenner Institute dell’Università di Oxford in collaborazione con l’azienda italiana Advent-Irbm di Pomezia. La decisione è stata presa dal colosso farmaceutico britannico-svedese AstraZeneca (che distribuirà le dosi) in seguito alla comparsa di una seria reazione avversa in uno delle decine di migliaia di volontari coinvolti nella fondamentale Fase 3 della sperimentazione clinica, l'ultima prima dell'eventuale approvazione. Al momento non è noto che tipo di reazione avversa abbia sperimentato il volontario né per quanto tempo durerà lo stop, in attesa che un comitato scientifico indipendente si esprima sul caso in questione. Per capire meglio cosa potrebbe essere accaduto e quali potrebbero essere le conseguenze della sospensione abbiamo contattato la professoressa Annalisa Capuano, farmacologo clinico presso l’Università della Campania “Luigi Vanvitelli” ed esponente della Società Italiana di Farmacologia (SIF). Ecco cosa ci ha raccontato.

Professoressa Capuano, cosa può dirci su questa improvvisa sospensione del vaccino di Oxford contro il coronavirus? Cosa potrebbe essere accaduto?

Al momento i comunicati diffusi non provengono da agenzie regolatorie, quindi non sono fonti ufficiali. Per ufficiale intendo un'agenzia regolatoria che si è espressa sulla sospensione del vaccino che si sta sperimentando presso l'università di Oxford. Non abbiamo dati certi. Abbiamo sentito dire che si è verificata una reazione avversa inattesa, quindi non prevedibile, e di una certa gravità. Ma non sappiamo nemmeno di che tipo di reazione si tratti, ad oggi. Bisogna considerare che, come avrà avuto modo di sentire, le procedure di approvazione di questo vaccino sono procedure accelerate, che le agenzie regolatorie mettono in atto quando si è in contesti di emergenza sanitaria, quale è la situazione pandemica che si è realizzata con il nuovo coronavirus. Questo vuol dire che quando si mettono in atto queste procedure accelerate, sicuramente diminuiscono i tempi necessari per una approfondita valutazione della efficacia e della sicurezza. In questo caso è coinvolto il vaccino, ma ciò accade anche per i farmaci, quando si adoperano procedure di autorizzazione accelerate.

E questo cosa comporta?

Qualsiasi tipo di strategia terapeutica o profilattica – nel caso specifico il vaccino – è caratterizzata dal cosiddetto profilo rischio/beneficio. Alla fine di una sperimentazione noi non dobbiamo fare altro che soppesare i rischi e i benefici che derivano da questo composto vaccinale, e allorquando i benefici superano i rischi le agenzie regolatorie decidono per l'approvazione.

Quindi dobbiamo preoccuparci per la sospensione del vaccino di Oxford?

Innanzitutto dovremmo conoscere maggiori dettagli. Che tipologia di reazione avversa si è verificata. Perché spesso e volentieri l'inoculazione di un vaccino in un soggetto può determinare fenomeni di ipersensibilità. Per intenderci, fenomeni allergici importanti, che possono arrivare fino allo shock anafilattico, ma questo può succedere sia con un vaccino in sperimentazione che con uno già autorizzato. Durante una situazione pandemica, come già accennato prima, si riducono notevolmente i tempi per una valutazione globale del profilo rischio/beneficio del nuovo vaccino e, pertanto la procedura autorizzativa per lo sviluppo di un nuovo vaccino rientra nelle cosiddette “emergency procedure” di EMA. Diverso è invece il percorso autorizzativo per un vaccino contro un ceppo virale che potenzialmente potrebbe causare una pandemia influenzale (in fase pre-pandemica), la cosiddetta “mock-up procedure”. Quest’ultima, una volta identificato il ceppo virale responsabile della pandemia, consente all’azienda produttrice, di sviluppare il vaccino mock-up includendo in esso il ceppo responsabile e, pervenendo così al vaccino finale. Tale procedura è risultata particolarmente utile per la riduzione dei tempi autorizzativi del vaccino H1N1. Al momento tale procedura non è applicabile al nuovo coronavirus.

C'è il rischio che la sospensione possa essere definitiva?

Ipotizzo, sulla base di quanto comunicato ad oggi, che questo evento avverso non comporterà una sospensione definitiva della sperimentazione. Un solo evento avverso non basta, a meno che non si tratti di un qualcosa di eccessivamente grave e strettamente connesso alla somministrazione del vaccino. Tale correlazione potrà essere stabilita attraverso una corretta valutazione del cosiddetto “nesso di causalità”.

In base a quanto comunicato da un portavoce di AstraZeneca alla CNN, la sospensione in seguito a un evento del genere sarebbe di “routine”

Noi dobbiamo essere sempre cauti quando ci esprimiamo su certi argomenti. È sempre importante non creare false aspettative. Gli eventi avversi si possono osservare durante le sperimentazioni di farmaci e vaccini e chiaramente anche nella fase post autorizzativa. Mi soffermerei anche sull'efficacia di questo vaccino in quanto non possiamo avere la certezza sin d’ora che questo vaccino possa effettivamente essere efficace nel contrastare il nuovo coronavirus, sebbene ad oggi i dati siano incoraggianti. Bisogna essere sempre molto cauti, fino a quando noi non avremo delle robuste evidenze scientifiche pubblicate che supportino l’efficacia e la tollerabilità di vaccini come di farmaci, non possiamo esprimerci e creare delle false aspettative. Ha visto cos'è successo con i farmaci? Ad esempio il primo studio clinico randomizzato su Tocilizumab, non ha mostrato alcun beneficio nei pazienti trattati né in termini di aggravamento (ingresso in terapia intensiva) né per quanto riguarda la sopravvivenza. Sebbene si rimanga in attesa dei risultati relativi ai pazienti di maggiore gravità. Al contrario per il desametasone, farmaco a basso costo, le evidenze a supporto sembrano fornire risultati di grande soddisfazione in tema di contrasto, soprattutto dei sintomi legati a questo nuovo coronavirus.

In base alle stime, milioni di dosi del vaccino di Oxford dovrebbero essere rese disponibili già entro la fine dell'anno: lei pensa che questa sospensione possa avere un impatto tale da far slittare in avanti la distribuzione?

Io ancora non conosco la reazione avversa di cui si parla. Purtroppo non sappiamo di che tipo di reazione si tratta. Se avessero parlato di un fenomeno di ipersensibilità immediata avrei potuto dirle qualcosa in questo momento. Ho cercato di reperire informazioni da fonti ufficiali, AIFA (l'Agenzia Italiana del Farmaco ndr), EMA (Agenzia Europea dei Medicinali), ma non si sa ancora nulla. Dobbiamo innanzitutto capire di che tipo di reazione avversa si tratta. Se non si è trattato di un evento che è connesso al vaccino, e che non mette a repentaglio la vita dei soggetti ai quali viene somministrato, secondo me la sperimentazione continuerà, e si potranno raggiungere quegli obiettivi che si erano prefissati all'inizio, anche in termini di produzione del vaccino.

È possibile che l'evento avverso non abbia nulla a che fare col vaccino? Del resto negli studi di Fase 3 sono coinvolte migliaia di persone

Certo, assolutamente. È la frequenza nonché la gravità di quell'evento a fare la differenza. Se la frequenza e la gravità dell’evento sono elevate è chiaro che si procede con una sospensione definitiva della sperimentazione, ma se si tratta di un evento su migliaia di persone sottoposte, capisce bene che il problema ha una dimensione completamente differente, e quindi la sperimentazione continua.