Credit: Andrea Centini
in foto: Credit: Andrea Centini

Non tutti gli uccelli sono migratori, e fra quelli migratori non tutti compiono immense traversate transoceaniche come la sterna artica o sterna codalunga (Sterna paradisae), in grado di percorre una distanza di ben 96mila chilometri in un solo anno, circa due milioni di chilometri nell'arco di un'intera vita. Ce ne sono alcuni – scientificamente detti zonali – che si “accontentano” di scendere a valle in autunno, abbandonando montagne e boschi in quota per godere del tepore di una città, della “sicurezza” di un parco o di un giardino privato, dove poter trovare cibo più facilmente durante il rigido inverno. Fra essi vi è il pettirosso (Erithacus rubecula), un grazioso e inconfondibile passeriforme che in molte zone d'Italia annuncia l'arrivo delle stagioni fredde, e con esse cappotti, neve e festività natalizie.

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È probabile che in questi primi giorni d'autunno ne abbiate già visto o sentito qualcuno, mentre intonava caratteristico richiamo fatto di piccoli suoni ripetuti simili a un “cip” senza la i, che si trasformano in una melodia armoniosa quando giunge il momento di cantare. In realtà, i pettirossi potrebbero non aver mai abbandonato la vostra zona, dato che le varie popolazioni hanno un comportamento particolare in base a dove vivono. Alcune sono stanziali, cioè restano sempre nello stesso posto, o magari si spostano di pochissimo dall'ambiente in cui hanno vissuto in primavera ed estate, altre che svernano a quote più elevate possono compiere migrazioni anche notevoli. In una città italiana, ad esempio, in inverno possiamo trovare sia animali provenienti dal Nord Europa che quelli che fino a qualche tempo prima vivevano su una montagna non troppo distante, e che magari, con l'arrivo del freddo, hanno deciso di accasarsi nel vostro confortevole giardino.

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L'inverno, del resto, rappresenta un momento cruciale nella vita di questi piccoli ma fieri passeriformi. In questa stagione infatti si formano le coppie, che difenderanno strenuamente il territorio da eventuali intrusi. I pettirossi, nonostante l'aspetto grazioso, sono uccelli molto aggressivi e territoriali, e le lotte fra maschi possono essere molto cruente. La femmina, mentre il maschio canta vigorosamente per conquistarla, costruisce il nido nel territorio condiviso, ma lontana da occhi indiscreti, nascondendolo tra rocce e vegetazione. Può deporre cinque uova, la cui cova dura un paio di settimane. Durante questo periodo si allontana di tanto in tanto per andare a cercare cibo (principalmente piccoli invertebrati e semi), ma viene anche foraggiata dal maschio, che le porta continuamente le sue offerte.

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Una volta nati, i pulcini impiegano un paio di settimane prima di abbandonare il nido, ma i genitori continueranno a prendersi cura di loro per altre due settimane. Quando arriva la primavera i pettirossi migratori tornano a vivere a quote più elevate, tra boschi di conifere e foreste, dove rimarranno fino al successivo autunno, pronti a tornare in città e annunciare l'arrivo del freddo. Non è un caso che secondo diverse tradizioni popolari l'arrivo del pettirosso sia associato anche a quello della neve.