La conferma arriva a 81 anni dalla sua scomparsa: i resti trovati su una remota isola del Pacifico sono al 99% della celebre aviatrice americana Amelia Earhart. La notizia arriva dalla University of Tennessee di Knoxville che ha pubblicato lo studio intitolato “Amelia Earhart and the Nikumaroro Bones: A 1941 Analysis versus Modern Quantitative Techniques” sulla rivista Forensic Anthropology.

Dal 1937 ad oggi. L'aviatrice americana è scomparsa durante un volo nel 1937 e di lei non si ebbe più traccia fino al 1940 quando furono trovati di resti umani su una remota isola dell'Oceano Pacifico che inizialmente furono attribuiti ad un uomo. Adesso però il professor Richard Jantz ci fa sapere che al 99% in realtà questi resti erano proprio della leggendaria Earhart.

Studi moderni. Per giungere alla sua conclusione, Jantz ha utilizzato alcune tecniche forensi moderne che gli hanno permesso di determinare con un computer il sesso, l'età e la statura dalle misurazioni dello scheletro. Il ricercatori ha comparato i dati relativi ai resti trovati con quelli ottenuti da una fotografia dell'aviatrice ed è giunto alla conclusione che la lunghezza dell'omero e del radio corrispondono. “Finché non ci saranno prove definitive che i resti trovati non sono quelli di Amelia Earhart, la tesi più convincente è che questi siano i suoi” ha affermato Jantz che dunque resta certo di quanto analizzato.

Chi era Amelia Earhart. Amelia Earhart fu una celebre aviatrice americana che divenne una leggenda anche a causa della sua misteriosa sparizione sulla quale si è indagato per anni e anni. Nata il 24 luglio del 1897, Amelia inizio a ‘volare' all'età di 23 anni e nel 1927 divenne la prima donna ad attraversare l'Oceano Atlantico e nel 1932 fu la prima donna a volare sugli Stati Uniti senza scalo.

L'ultimo viaggio. Il 2 luglio 1937 l'aviatrice era pronta per diventare la prima donna ad effettuare il giro del mondo in aeroplano quando scomparve nel nulla, dopo alcuni tentativi di contatto radio. Con lei c'era anche Fred Noonan. L'ipotesi più accreditata è che i due tentarono un atterraggi di emergenza sull'atollo di Nikumaroro dove morirono perché non furono mai ritrovati.