Il sole senza macchie solari. Credit: Andrea Centini
in foto: Il sole senza macchie solari. Credit: Andrea Centini

Nel corso di quest'anno il Sole è stato senza macchie per ben 271 giorni, una condizione che non si verificava da oltre un secolo. Si tratta di un chiaro riflesso dell'attività della nostra stella, che si trova in piena fase calante. Il culmine del minimo solare è atteso nell'aprile del 2020. Il Sole, infatti, possiede un vero e proprio ciclo dell'attività magnetica, che ha una durata indicativa di 11 anni ed è caratterizzato da una fase minima e una massima. Quando l'attività risulta ridotta, come in questo periodo, il disco della stella appare molto più spesso “liscio” e “pulito”, con comparsa solo sporadica di macchie solari. Quando sopraggiunge la fase massima le macchie solari scure si fanno molto più concentrate e numerose. La prossima, in base a quanto indicato dalla NASA e dal NOAA, l'amministrazione nazionale oceanica ed atmosferica americana, dovrebbe verificarsi nel luglio del 2025, con uno scarto di +/- 8 mesi. Attualmente ci troviamo nel corso del 24esimo ciclo solare, da quando questo fenomeno viene studiato dagli scienziati. Si tratta di un ciclo considerato “debole”, e si ritiene che lo sarà anche il venticinquesimo.

Mappa del ciclo solare. Credit: NOAA
in foto: Mappa del ciclo solare. Credit: NOAA

Ma cosa sono esattamente le macchie solari? Si tratta di specifiche aree della fotosfera (la superficie della stella) caratterizzate da una temperatura inferiore rispetto a quelle circostanti, ma che presentano un'intensissima attività magnetica. A causa delle loro caratteristiche intrinseche appaiono come vere e proprie macchie scure, simili a grossi “nei” sulla superficie del Sole. Il loro fortissimo campo magnetico, dai 2mila ai 3mila Gauss, riesce a bloccare il transito di materiale ed energia dagli strati più interni della stella, di conseguenza risultano più fredde. La temperatura delle macchie solari è infatti di circa 3.700° centigradi, contro i 5.500° centigradi delle regioni chiare che le circondano. Sono originate da tubi di flusso magnetici che originano per effetto dinamo nel cuore della stella, dalla quale partono e si snodano. Le macchie solari, in parole semplici, sono una sezione trasversale di questi tubi che emergono nella fotosfera.

Come indicato, un anno con così poche macchie solari come il 2019 non si vedeva da oltre un secolo. Più nello specifico, dal 1913, quando i giorni senza macchie solari furono 311, mentre nel 2008 (sul terzo gradino del podio) furono 268 giorni. Attualmente le macchie solari non si manifestano sul Sole da 34 giorni consecutivi. Se si andrà avanti così fino alla notte di San Silvestro, i giorni senza macchie del 2019 saranno 284. Il lato positivo di questa situazione di tranquillità è legato all'assenza di brillamenti, come spiegato all'ANSA dal dottor Mauro Messerotti, dell'Osservatorio di Trieste dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf). “Quello che soffia ora dal Sole è un vento molto lento e meno denso”, ha specificato l'esperto. Brillamenti particolarmente intensi possono essere responsabili di tempeste geomagnetiche in grado di disturbare satelliti e comunicazioni radio. Fenomeni particolarmente potenti, come il famigerato evento di Carrington (verificatosi tra il 28 agosto e il 2 settembre 1859), possono far comparire aurore boreali anche alle nostre latitudini, danneggiare seriamente satelliti, sistemi di comunicazione e impianti elettrici. All'epoca causò devastanti incendi sulle linee telegrafiche.