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Il nostro Sole si direbbe un po’ impigrito negli ultimi tempi o almeno questo è quanto sostengono gli scienziati. Cosa potrebbe essergli successo? E, soprattutto, può avere questo conseguenze per la vita e l’ambiente sul pianeta Terra? Attualmente il nostro astro si trova nel suo ventiquattresimo ciclo da quando questi hanno iniziato ad essere registrati e studiati: si tratta di un periodo che di norma dura tra i dieci ed i dodici anni, durante il quale il Sole tocca il minimo e il massimo della propria attività, verificabile attraverso le macchie sulla sua superficie. Quando le macchie che gli scienziati riescono a rilevare sono più numerose questo significa che il Sole, in maggiore attività, sprigiona più energia nello spazio a sé circostante.

Il ciclo undecennale del Sole prevede che attualmente il nostro astro sia passando da un periodo di attività minima ad uno di massima: tuttavia la crescita delle macchie non sta rispettando le aspettative degli osservatori bensì va un po’ a rilento il che lascia supporre che il suo dinamismo interiore sembrerebbe un po’ infiacchito. Che si stia dunque stancando? Frank Hill del National Solar Observatory americano, secondo quanto riportato dal Corriere, ha commentato che il fenomeno potrebbe addirittura significare che “il ciclo delle macchie solari stia andando in ibernazione”, il che implicherebbe un nuovo “minimo di Maunder”, periodo che andò dal 1645 al 1715 circa, in cui le macchie solari divennero estremamente rare: questo arco di tempo coincise con una piccola era glaciale per il pianeta Terra, anche se non tutti gli studiosi sono concordi nel collegare i due fenomeni.

Il prossimo picco di macchie solari sarebbe previsto per il 2013, ma la lenta attività dell’astro lascerebbe presagire, secondo Hill ed altri ricercatori ed esperti, che, in realtà si starebbe andando incontro ad una nuova era glaciale: notizia che non trova riscontro presso tutti gli studiosi, giacché la correlazione tra bassa attività solare e clima più rigido è ancora oggetto di discussione. In tanti, infatti, non riconoscono l’influenza della nostra stella sui cambiamenti del nostro pianeta, mentre, di contro, molti altri sostengono che l’attività solare sia un fattore di mutamento più rilevante addirittura dell’anidride carbonica e, quindi, del global warming.

Ma almeno questa potrebbe essere una buona notizia per la temperatura sempre più in aumento del nostro pianeta? A conti fatti, dagli scienziati naturalmente, no: se l’astro proseguisse così fino all’inizio del prossimo secolo, infatti, la Terra vedrebbe aumentare la propria temperatura a causa dell’effetto serra di 1,7° centigradi anziché 2°, con un risparmio di 0,3° centigradi. Macchie solari o no, più o meno moderato, dal riscaldamento sembra proprio che non si sfugga: questa piccola glaciazione, se davvero ci sarà, troverà nuovi imprevisti ostacoli di fronte a sé.