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in foto: Credit: MasterTux

L'antica città del peccato Sodoma potrebbe essere stata spazzata via da un'esplosione atmosferica di uno o più asteroidi, avvenuta a 5-10 chilometri di altezza dalla superficie. Se il fenomeno venisse confermato, ci sarebbe un parallelismo con quanto scritto nella Genesi 19 della Bibbia sulla fine di Sodoma e Gomorra; sulle due città, in base al testo sacro, Dio infatti avrebbe fatto piovere zolfo acceso perché “il loro peccato era molto grave”. Ad annunciare questa ipotesi, avvalorata da interessanti indizi scientifici, un team di ricerca multidisciplinare guidato da studiosi della Trinity Southwest University di Albuquerque, che hanno collaborato con i colleghi dell'autorevole Los Alamos National Laboratories, del New Mexico Tech, del Comet Group Research e di altri istituti.

Gli autori della ricerca, coordinati dall'archeologo Phillip Silvia, sono impegnati da 13 anni negli scavi dell'importante sito di Tall el-Hammam (Giordania) a nord del Mar Morto, un'area dove si ritiene sorgesse l'antica città di Sodoma. Dalle analisi effettuate è stato determinato che verso la fine dell'Età del Bronzo, circa 3.700 anni fa, ci fu un una sorta di crollo collettivo e istantaneo: il territorio da fertile si tramutò in arido e fu abbandonato dagli uomini dopo 2.500 anni di occupazione (tornarono nella zona solo 6 o 7 secoli più tardi). Che cosa accadde?

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Secondo Silvia e colleghi sull'area si sarebbe abbattuto un devastante cataclisma astronomico, che avrebbe ucciso istantaneamente tra le 40mila e le 65mila persone nel raggio di 25 chilometri. A pochi chilometri dalla superficie si sarebbero susseguite esplosioni di corpi celesti che avrebbero innescato un'ondata di calore mortale, suffragata da diversi indizi. La datazione al radiocarbonio, ad esempio, indica che le pareti in mattoni di fango della cittadina, circa 3.700 anni fa si liquefecero in un istante, lasciando in piedi solo le fondamenta di pietra. Molti reperti di ceramica dell'epoca, inoltre, mostrano chiari segni di fusione, con la presenza di cristalli di zircone che si formano solo a temperature infernali (simili a quelle della superficie del sole). Gli archeologi hanno anche trovato minuscoli granelli di minerali che sarebbero piovuti dal cielo in seguito all'impatto atmosferico dei corpi celesti. Gli uomini sarebbero tornati a ripopolare l'area dopo secoli poiché l'onda d'urto avrebbe fatto sommergere i campi fertili dalla “salamoia” del Mar Morto, rendendoli di fatto sterili.

Poiché non è stato trovato alcun cratere, secondo gli scienziati l'evento dovrebbe essere stato analogo a quello che ha investito la regione siberiana di Tunguska nel 1908, quando l'esplosione atmosferica di un oggetto celeste abbatté 2mila chilometri quadrati di foresta, fortunatamente senza uccidere nessuno. Un altro evento simile si verificò sempre in Russia nel 2013, quando la “meteora di Chelyabinsk” causò un migliaio di feriti a causa dell'onda d'urto. Nel caso di Sodoma, tuttavia, si sarebbero generate mortali ondate di calore, che probabilmente uccisero le persone in modo non dissimile dalle nubi piroclastiche delle eruzioni di Pompei. Gli scienziati hanno presentato i risultati del proprio lavoro durante il meeting annuale dell'American Schools of Oriental Research, mentre altri dettagli sugli scavi sono riportati sul sito del progetto archeologico di Tall el-Hammam.