16 Maggio 2018
16:26

Sindrome dell’ovaio policistico, finalmente conosciamo la causa e come curarla

Ricercatori dell’Istituto nazionale francese della salute e della ricerca medica hanno svelato le origini della sindrome dell’ovaio policistico, la principale causa al mondo di infertilità femminile. Gli studiosi guidati dall’italiano Paolo Giacobini hanno dimostrato che dipende da uno squilibrio ormonale dell’ormone antimulleriano.
A cura di Andrea Centini

La sindrome dell'ovaio policistico è causata dalla sovraesposizione prenatale a uno specifico ormone, il fattore di crescita chiamato ormone antimulleriano, inoltre può essere curata con un farmaco per la procreazione assistita, il cetrorelix. In un colpo solo, dunque, i ricercatori dell'Istituto Nazionale Francese della Salute e della Ricerca Medica hanno svelato le origini di questa complessa e misteriosa condizione ormonale, oltre ad aver trovato un potenziale trattamento terapeutico ad elevata efficacia. La sindrome dell'ormone policistico, conosciuta anche coi nomi di policistosi ovarica, sindrome di Stein-Leventhal, è la più diffusa condizione ormonale fra le donne in età riproduttiva, dato che ne coinvolge ben una su cinque. È legata a una serie variabile di sintomi, tra i quali i più comuni sono irsutismo (aumento dei peli), amenorrea (assenza di mestruazioni), acne e obesità, e rappresenta la principale causa di infertilità femminile.

Sino ad oggi non se conosceva l'esatta causa, fatta emergere grazie a uno studio sui topi del team coordinato dal professor Paolo Giacobini, ricercatore del Jean-Pierre Aubert Research Center (JPArc). Gli studiosi hanno scoperto che le donne in gravidanza con ovaio policistico hanno il 30 percento in più di ormone antimulleriano, così chiamato perché nel feto maschile fa regredire i dotti di Muller, legati alla formazione dei genitali femminili. Poiché sussiste una componente ereditaria nella condizione, Giacobini e colleghi hanno voluto verificare se le donne con questo squilibrio ormonale danno alla luce figlie con la sindrome dell'ovaio policistico.

Per scoprirlo hanno iniettato in topi in gravidanza alte dosi di ormone antimulleriano, che successivamente hanno dato alla luce figlie femmine con una serie di sintomi equiparabili a quelli della condizione umana. Tra essi, irregolarità nell'ovulazione, infertilità, pubertà ritardata e altro ancora. In base alle osservazioni degli scienziati, l'ormone causerebbe una sovrastimolazione di alcune cellule cerebrali – chiamate neuroni GnRh – che regolano i livelli di testosterone, a sua volta prodotto in eccesso e responsabile di una “mascolinizzazione del feto femmina”.

Uno dei dati più interessanti della ricerca risiede nell'aver scoperto che il farmaco cetrorelix è in grado di eliminare completamente i sintomi dell'ovaio policistico nei topi. Entro la fine dell'anno verranno effettuati i primi test clinici (cioè sulla donna) per verificare l'effettiva efficacia del medicinale nel contrastare la condizione ormonale. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sull'autorevole rivista scientifica Nature Medicine.

[Credit: DigitalMarketingAgency]

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