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La sindrome da fermentazione intestinale, conosciuta anche col nome di sindrome dell'autoproduzione di birra (Auto-brewery syndrome), è una rara condizione medica caratterizzata dalla produzione di etanolo (alcol etilico) nell'intestino a partire da cibi ricchi di zuccheri, come pasta, riso, pane, pizza, dolci, frutta e via discorrendo. Chi ne è affetto, in pratica, sperimenta i sintomi e le conseguenze di una vera e propria sbronza senza aver toccato un goccio di bevanda alcolica. Insomma, ci si ubriaca senza aver bevuto. Può sembrare una malattia al limite della realtà, anche perché ne sono stati documentati pochissimi casi al mondo, tuttavia si tratta di una condizione realmente esistente, come dimostra lo studio scientifico pubblicato sull'autorevole rivista International Journal of Clinical Medicine.

Cos'è la sindrome da fermentazione intestinale

Come suggerisce il nome stesso, la sindrome da fermentazione intestinale è una patologia che comporta un processo di fermentazione degli zuccheri a livello dell'intestino, determinando la produzione di etanolo. Com'è noto questa sostanza è alla base delle bevande alcoliche, ed è possibile assumerne solo quantità moderate senza incappare in spiacevoli effetti collaterali, sbronze o addirittura nel vero e proprio coma etilico. Senza dimenticare i danni legati all'assunzione cronica dell'alcol, come la cirrosi epatica, il cancro e gli eventi cardiovascolari, prima causa di morte nei paesi occidentali. Chi soffre della sindrome sperimenta gli stessi rischi degli alcolisti consumando cibi ricchi di zuccheri, carboidrati e amido, come appunto pasta, dolci e via discorrendo.

Le cause della sindrome da fermentazione intestinale

La condizione si sviluppa a causa della presenza di colonie di lieviti (funghi) nel tratto intestinale, che una volta insediati si comportano esattamente come farebbero in un birrificio. Tra le specie responsabili della sindrome dell'autoproduzione di birra vi sono il Saccharomyces cerevisiae, la Candida glabrata e la Candida albicans, trovati in varie concentrazioni nelle feci dei pazienti colpiti. La malattia è così peculiare che talvolta è stata diagnosticata solo dopo molti anni; in alcuni casi i pazienti non venivano nemmeno creduti da famigliari e medici, quando assicuravano di non toccare assolutamente alcol.

I sintomi della sindrome

Chi è affetto dalla condizione sperimenta gli stessi sintomi di chi esagera col gomito; secchezza delle fauci, disidratazione, vertigini, ipoglicemia, presenza eccessiva di acetaldeide, capogiri, confusione mentale, mal di stomaco, disorientamento, intestino irritabile e sindrome da affaticamento cronico sono alcuni dei più frequenti. Possono comparire anche ansia e depressione a causa dell'impatto devastante sulla qualità della vita, sia privata che lavorativa. A lungo andare l'intossicazione da alcol può portare ad affaticamento epatico e scatenare le conseguenze tipiche dell'abuso cronico di bevande alcoliche.

Trattamento e cura della sindrome

Per chi è colpito dalla sindrome da fermentazione intestinale una dieta povera di zuccheri e ricca di proteine (con tutto ciò che essa comporta) è il primo baluardo per arginare la costante intossicazione da etanolo. Risultano efficaci le terapie antimicotiche, che possono eliminare completamente le colonie di lieviti dall'intestino dei pazienti. È avvenuto nel caso di un sessantunenne del Texas trattato dai medici Barbara Cordell e Justin McCarthy del Panola College di Carthage (Stati Uniti).