Da quando le sigarette elettroniche si sono diffuse nel 2010, il dibattito intorno alla loro nocività ha incuriosito fumatori e informato politici e autorità sanitarie, fino a dividere apparentemente il mondo nelle solite due alternative: i pro e i contro. Risale a poco più di un mese fa lo studio che difendeva le sigarette elettroniche, che già il lettore si trova ad una tesi diametralmente opposta. Secondo uno studio francese della rivista "60 Millions de Consommateurs" e pubblicato dall'Istituto nazionale di consumo, le e-cig contengono quantità significative di molecole cancerogene.

I ricercatori, adottando un "protocollo inedito", hanno rilevato la presenza delle molecole tossiche nel vapore della sigaretta. Precisamente, gli studiosi hanno sottolineato che tre volte su dieci il tasso di formaldeide contenuto dalla sigaretta elettronica – indipendentemente dalla presenza o meno di nicotina – è pari a quella presente nella sigaretta classica. Un'altra molecola molto nociva, l'acroleina, è emessa in "percentuali a volte superiori a quelle misurate nel fumo di certe sigarette". Infime, come sottolineato già da altri studi, anche quello francese evidenzia implicitamente una preoccupante deregulation del settore, laddove spesso l'etichettatura non rispecchia i contenuti reali dei composti chimici, specie del propilene glicolico.

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