Credit: Swim for Freedom–Marine Mammal Advocates/facebook
in foto: Credit: Swim for Freedom–Marine Mammal Advocates/facebook

Sette orche (Orcinus orca) si sono spiaggiate lungo la costa di Mar Chiquita in Argentina, a una ventina di chilometri di distanza da Mar del Plata, nella provincia di Buenos Aires. Una folla di persone si è immediatamente riversata sulla battigia per provare a salvare i maestosi cetacei, lottando con tutte le forze per riportarli in acqua. Dopo ore di tentativi e il supporto di soccorritori esperti sono riusciti a salvarne sei, mentre l'orca più grande, un maschio adulto con un peso superiore alle cinque tonnellate, ha purtroppo perso la vita. L'esemplare deceduto verrà studiato da biologi e veterinari dell'Acquario di Mar del Plata e dell'organizzazione Mundo Marino, che si erano uniti ai circa 150 volontari impegnati nella difficile missione di salvataggio.

Come sottolineato dalla Segretaria del Turismo e dell'Ambiente di Mar Chiquita Flavia Legune, è molto insolito vedere un intero pod (branco) di orche spiaggiato. Normalmente, infatti, di questa specie – appartenente alla famiglia dei delfinidi – se ne arena un singolo esemplare, dunque ci deve essere un motivo particolare dietro l'evento di massa avvenuto lungo la costa argentina. Gli scienziati proveranno a capire la presenza di eventuali malattie analizzando i campioni prelevati. Non si esclude che le orche possano essere finite sulla spiaggia dopo aver inseguito i leoni marini; la carcassa di un pinnipede è stata infatti trovata a poche decine di metri dai cetacei arenati. In Argentina alcune orche danno la caccia ai pinnipedi proprio sulla battigia, lanciandosi a tutta velocità tra le onde e tornando in acqua spingendosi con le pinne. È anche possibile che le orche si siano perdute o abbiano seguito la femmina capobranco (questi cetacei hanno una struttura sociale matriarcale) forse malata.

Per i soccorritori, in particolar modo per i passanti che si sono gettati in acqua noncuranti dell'abbigliamento poco idoneo, il salvataggio – durato in tutto sei ore – è stato un vero e proprio tour de force. In due hanno dovuto abbandonare e sono stati soccorsi dal personale medico per un principio di ipotermia e lo sfinimento. Fra l'altro per alcuni animali è stato necessario un salvataggio doppio, dato che sono tornati sulla riva dopo essere stati riportati in mare. Poiché non c'erano macchinari adatti al soccorso, gli uomini hanno spinto le orche a mani nude, con reti e imbracature di fortuna; uno sforzo enorme dato che le orche pesavano tra le 3 e le 4 tonnellate. Nel branco c'erano anche due esemplari più piccoli, i primi ad essere soccorsi dai volontari. Quando è stato lanciato l'allarme sono arrivati sul posto numerosi bagnini della zona, i vigili del fuoco di Santa Clara del Mar e ricercatori e studenti dell'Università Nazionale di Mar del Plata, che hanno fatto tutto il possibile per salvare la vita a queste splendide crature.