L’ormone dell’amore colpisce ancora. Secondo un recente studio infatti l’ossitocina sarebbe in parte responsabile dell’obesità e del disturbo da alimentazione incontrollata e quindi, dall’altro lato, anche della perdita di appetito tipica delle persone innamorate. A sostenere questa teoria sono gli scienziati della York University che, con la collaborazione di quelli del Centre for Addiction and Mental Health (CAMH) hanno pubblicato la ricerca intitolata “Polymorphisms of the Oxytocin Receptor Gene (OXTR) and Overeating: The Mediating Role of Endophenotypic Risk Factors” che verrà presentata in occasione dell’Annual Meeting of the Society for the Study of Ingestive Behavior (SSIB) che si occupa proprio di ricerca nel campo dei comportamenti legati all’alimentazione e al consumo di alcol.

Partiamo con il dire che l’ossitocina è un ormone chiamato anche “ormone dell’amore” che viene rilasciato dal nostro cervello e che è conosciuto per essere direttamente collegato con le cure materne, l’innamoramento e i legami sociali e che viene rilasciato anche in seguito a stimolazione di alcune parti sensibili del corpo come, nella donna, capezzoli e clitoride. Analizzandone il recettore, OXTR, i ricercatori si sono chiesti se potesse influenzare anche altri comportamenti, come appunto l’assunzione di cibo. “L’ossitocina – spiega Caroline Davis autrice dello studio – stimola i comportamenti prosociali. Inoltre, un incremento dei livelli di ossitocina tende a ridurre l’appetito, in particolare il consumo di carboidrati”. Questo significa che, in teoria, le persone innamorate, in cui l’ossitocina abbonda, hanno meno appetito.

Test del sangue e del DNA effettuati su volontari tra i 27 e i 50 anni hanno dimostrato che, in presenza di un determinato polimorfismo a singolo nucleotide (una variazione genetica) legato all’ossitocina, erano maggiori gli episodi di disturbo da alimentazione incontrollata, il cosiddetto binge eating, e di obesità. In conclusione, l’ossitocina può essere utilizzata per aiutare i soggetti che soffrono di queste tipologie di disturbi alimentari. Come sfruttarla ancora però non è stato deciso.