Quante volte avete sperato di sentirvi sazi, mentre ancora vi sareste mangiati un pranzo di Natale completo? I ricercatori fanno sapere di essere al lavoro su due ormoni che potrebbero convincere il nostro cervello che siamo pieni. Questo ovviamente ci permetterebbe di evitare i casi più gravi di obesità che impediscono alle persone di vivere una vita regolare. Lo studio, intitolato “The Gut Hormones PYY3-36 and GLP-17-36 amide Reduce Food Intake and Modulate Brain Activity in Appetite Centers in Humans”, è stato pubblicato su Cell Metabolism.

Gli scienziati spiegano che gli ormoni Peptide YY e Peptide 1 simile al glucagone (GLP-1), rilasciati dall'intestino quando abbiamo finito di mangiare, influenzano l'apporto di cibo e l'appetito, ma ancora non è chiaro come agiscano sul nostro cervello.

Per capirne di più, attraverso risonanza magnetica funzionale (fMRI), i ricercatori hanno misurato l'attività cerebrale di un gruppo di persone sane alle quali sono stati somministrate alcune dosi di entrambi gli ormoni (PYY e GLP-1). I dati sono stati comparati con quelli raccolti da un gruppo di controllo formato da individui che erano sazi in seguito ad un pasto non abbondante.

I ricercatori fanno sapere che i cervelli dei soggetti che avevano mangiato e che erano sazi si attivavano poco alla vista di alcune immagini di cibo. Questi risultati sono apparsi simili a quelli ottenuti dagli individui ai quali erano stati somministrati i due ormoni, ma che avevano fame in quanto a stomaco vuoto.

Quanto scoperto mostra con evidenza che la combo di ormoni ha un ruolo da mediatore nel senso di pienezza che proviamo a fine pasto e può essere sfruttata a scopi terapeutici, sia per permettere alle persone obese di perdere peso che per insegnare un regime alimentare sano. Spesso infatti la fame compulsiva ci porta a nutrirci di alimenti molto calorici e non sempre salutari.