Ascoltando la stessa breve frase ripetuta più e più volte, essa inizia ad acquisire un certo ritmo, trasformandosi da semplice linguaggio parlato a un qualcosa di musicale, come una vera e propria canzone. Si tratta di una curiosa illusione auditiva che gli scienziati chiamano Speech-to-Song, e che oggi, grazie al lavoro di un team di ricercatori dello Spoken Language Laboratory presso l'Università del Kansas è stata finalmente spiegata dal punto di vista cognitivo. Ma procediamo con ordine.

L'effetto che trasforma una breve frase ripetuta ossessivamente in melodia era già noto sin dagli anni '60 del secolo scorso, tanto che diversi musicisti sperimentali dell'epoca hanno sfruttato questa illusione per comporre canzoni. Una delle più celebri è It's Gonna Rain di Steve Reich, nella quale l'autore ha utilizzare la frase it's gonna rain (sta per piovere) per ottenere l'effetto artistico. Potete ascoltare un esempio dell'illusione auditiva qui di seguito.

Benché la Speech-to-Song fosse nota da decenni, soltanto negli anni '90 del secolo scorso gli scienziati hanno iniziato a indagare sulle sue basi cognitive, come sottolineato dal professor Michael Vitevitch, autore principale dello studio e direttore presso il Dipartimento di Psicologia dell'ateneo del Kansas. Ci sono voluti più di 20 anni di ricerche per riuscire a spiegarla.

Vitevitch e colleghi hanno sottoposto trenta studenti all'ascolto di varie frasi, combinando differenti soluzioni per numero di parole e sillabe. Dopo aver chiesto ai partecipanti di indicare quali combinazioni fossero più musicali delle altre, hanno potuto sfruttare la Teoria della Struttura dei Nodi per spiegare l'illusione ottica. In base a questa teoria, il nostro cervello elabora e comprende il significato delle frasi secondo “nodi di parola” e “nodi di sillaba”. In parole semplici, il cervello si stanca più rapidamente dei nodi di parola che dei nodi di sillaba, e poiché questi ultimi sono quelli che danno il ritmo al discorso, ascoltando una frase ripetuta continuamente il nostro cervello ‘sottrae' l'informazione dei nodi di parola e la trasforma in una sorta di canzone.

“Hai dei rilevatori di parole e rilevatori di sillabe e, come con molte altre cose nella vita, mentre li usi si stancheranno – come i tuoi muscoli”, ha sottolineato il professor Vitevitch. “Come con i muscoli, hai un tipo di muscolo per brevi scatti sprint e anche muscoli adatti alla resistenza, come quelli per correre una maratona. I nodi di parola sono come i muscoli per lo sprint, mentre i nodi di sillaba sono come i muscoli per la resistenza”. I dettagli della curiosa ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica PLoS ONE.

[Credit: PourquoiPas]