Credit: stevepb
in foto: Credit: stevepb

Scuotere violentemente la testa per rimuovere l'acqua rimasta intrappolata nel condotto uditivo dopo una nuotata o una doccia può procurare seri danni al cervello, soprattutto a quello dei più piccoli. A sottolineare i seri rischi di questa pratica insalubre, ampiamente diffusa, è stato un team di ricerca americano composto da quattro scienziati della prestigiosa Università Cornell e del Virginia Tech.

I ricercatori, coordinati dal dottor Anuj Baskota dell'ateneo di New York, sono giunti alle loro conclusioni non attraverso analisi statistiche o pericolosi studi clinici, che avrebbero naturalmente messo a repentaglio l'incolumità dei partecipanti, bensì ricreando un condotto uditivo umano in 3D (in vetro) e sottoponendolo alle forze necessarie per determinare l'espulsione dell'acqua. Per riprodurre una copia anatomicamente perfetta si sono basati sulle scansioni della testa di una persona attraverso una tomografia computerizzata; il file così ottenuto è stato successivamente stampato con una stampante 3D. Per rendere ancor più realistico il modello composto da tubicini di vetro, Baskota e colleghi ne hanno cosparso la superficie interna con un silano, un composto chimico idrofobico.

Il modello del canale auditivo stampato in 3D. Credit: Anuj Baskota, Seungho Kim e Sunghwan Jung
in foto: Il modello del canale auditivo stampato in 3D. Credit: Anuj Baskota, Seungho Kim e Sunghwan Jung

Una volta costruito il modello e inserita l'acqua, lo hanno scosso violentemente con un macchinario fino a far fuoriuscire il liquido. L'accelerazione necessaria per ottenere l'espulsione dell'acqua è stata misurata in ben 10g, “che può causare gravi danni al cervello umano”, hanno dichiarato gli autori dello studio nell'abstract della ricerca. “I risultati hanno rivelato che l'accelerazione critica per rimuovere l'acqua dal condotto uditivo dipende fortemente dal volume e dalla posizione del liquido intrappolato all'interno del tubo”, hanno aggiunto i ricercatori. Poiché minori sono le dimensioni del condotto uditivo e maggiore è la forza necessaria per espellere l'acqua, ne consegue che chi rischia di più sono proprio i bambini, che spesso hanno a che fare con acqua intrappolata nelle orecchie dopo un tuffoo in piscina, una doccia o una nuotata al mare.

Alla luce di questi risultati, gli scienziati sconsigliano caldamente di comportarsi in questo modo, e soprattutto invitano i genitori ad avvisare i propri figli. Del resto esistono diversi metodi alternativi per aiutarsi a rimuovere l'acqua dalle orecchie; dallo scuotere delicatamente il lobo dell'orecchio allo sdraiarsi su un fianco, fino all'applicazione di soluzioni che possono favorire la fuoriuscita del fastidioso liquido. I dettagli della ricerca sono stati presentati in occasione del meeting annuale della Division of Fluid Dynamics dell'American Physical Society.