Essere affetti da un malessere psicologico e sottoporsi ad un esame del sangue per potergli dare un nome e curarlo. Il contrasto tra psiche e fisico, considerato il legame tra ormoni e stati d'animo, è solo apparente e a confermarlo è lo studio condotto presso la Northwestern University School of Medicine di Chicago, secondo cui a breve sarà possibile riconoscere la depressione attraverso un esame del sangue. La sintesi dello studio, la cui notizia è stata data dalla CBS, sarà diffusa dalla rivista di settore Translational Pshychiatry ed indicherà le nove molecole dell'Rna che, presenti in determinate quantità nel sangue, segnaleranno la presenza della malattia.

Gli studiosi hanno esaminato il sangue di 64 soggetti, di cui la metà afflitta da depressione. Dal confronto non solo è emersa una differente concentrazione delle nove molecole, ma si è evidenziato che nei pazienti sottoposti a psicoterapia i valori di questi marcatori tornavano progressivamente a raggiungere valori normali. Le "molecole della depressione" risultano alterati anche in quei soggetti che – sebbene psicologicamente ancora equilibrati – si sono mostrati maggiormente a rischio di depressione.

La scoperta americana potrebbe risultare determinante nella diagnosi della malattia, non solo perché individua i soggetti a rischio, ma anche perché permette al malato di riconoscere il proprio malessere con un semplice esame del sangue. Riuscire a riconoscere la malattia con un test da laboratorio permette di poter superare le resistenze dei pazienti alla psicoterapia, fermo restando che, una volta riconosciuto il disturbo, la psicoanalisi rappresenta la cura più affidabile e duratura per quel 7% di popolazione che soffre di tale disturbo. Una percentuale che, complice lo stress della modernità e il logoramento dei legami sociali, tende a crescere di anno in anno.

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