Se la sperimentazione dovesse confermare i risultati finora evidenziati, il test del sangue capace di dire in anticipo se si è soggetti o meno all'osteoartrite potrebbe migliorare la qualità della vita di milioni di persone. Il ricercatore Mohammed Sharif della Bristol University, coordinatore di un'équipe che ha ricevuto dall'Arthritis Research UK il compito di individuare eventuali marcatori della malattia, ha spiegato che c'è "un urgente bisogno di trovare nuovi e migliori biomarcatori e per ora ne abbiamo identificati due che possono rivelarsi utili". Il team di ricerca, che dall'Arthritis Research UK ha ricevuto un finanziamento di 300.000 sterline (365.000 euro circa), deve proseguire i propri studi per poter individuare altri marcatori che siano capaci di dire ai medici quali pazienti sono maggiormente a rischio di peggioramento. La ricerca potrebbe riuscire a produrre sufficienti elementi per sviluppare esami di diagnosi precoce della malattia: "dobbiamo essere sicuri che [i marcotori] siano abbastanza affidabili da essere utilizzabili su ogni paziente – spiega il dottor Sharif -. Speriamo di scoprire se sono in grado di distinguere in modo affidabile tra una persona sana e una con artrosi, di identificare quali sintomi del paziente peggioreranno e se un particolare farmaco sta funzionando o meno". L'artrite, che causa dolore, gonfiore e rigidità delle articolazioni, può portare anche all'uso di costose protesi articolari e non sempre gli antidolorifici sortiscono effetti apprezzabili. Attualmente non esistono farmaci per curare l'artrite, ma è possibile rallentarne il decorso grazie a fisioterapia e dieta.