L'impressione deve essere stata quella di osservare la Terra quando la nostra stella concluderà il suo ciclo evolutivo tra 4-5 milioni di anni: intorno a GD 61, una nana bianca che in passato era una stella tre volte più grande del nostro Sole, gravita un disco di frammenti ed asteroidi che probabilmente costituivano un insieme di pianeti. Non si tratta certo della prima volta che gli studiosi si trovano di fronte ad un sistema planetario prossimo al collasso intorno alla sua stella. La particolarità di GD 61 è un'altra: è il primo sistema mai osservato che potrebbe aver avuto tutti i requisiti per la vita. La scoperta è stata fatta dal team di studiosi coordinato da Jay Farihi dell’Università di Cambridge, che ha osservato che i frammenti disposti a disco intorno alla nana bianca mostrano una considerevole presenza di ossigeno.

Non solo, dunque, magnesio, silicio e ferro – elementi che caratterizzano i corpi rocciosi – ma anche una quantità di ossigeno tale che non può che essere spiegata che con la presenza di acqua. Secondo le rilevazioni rese possibili dal telescopio Hubbles, intorno a GD 61 si raccoglierebbe una percentuale di ossigeno del 26% le materiale gravitante, ovvero un valore tre volte maggiore a quello della Terra. A dare una spiegazione a questo dato è lo stesso Fahriri: "tutto questo supporta l’idea che attorno alla stella in passato orbitasse una schiera di pianeti terrestri, e probabilmente pianeti gassosi giganti. Un sistema complesso simile al nostro".

I frammenti attratti dalla nana bianca, peraltro, potrebbero non esaurire tutti gli elementi che compongono il sistema di GD 61. E' probabile infatti che al di fuori del punto di osservazione continuino a gravitare i pianeti gassosi giganti, il cui destino, probabilmente, sarà quello di confluire verso il centro del sistema. GD 61 rappresenta, per certi versi, la previsione più fedele finora mai fatta di quello che sarà il futuro del nostro sistema solare.

[Foto NASA da Wikipedia]