Il buco nero LB–1 e la sua stella compagna. Credit: YU Jingchuan, Beijing Planetarium, 2019.
in foto: Il buco nero LB–1 e la sua stella compagna. Credit: YU Jingchuan, Beijing Planetarium, 2019.

Un buco nero "impossibile" è stato appena scoperto nel cuore della nostra galassia, ad appena 14mila anni luce dalla Terra. Il cuore di tenebra, chiamato LB-1, ha una massa 70 volte quella del Sole, ed è 3 o 4 volte più massiccio di quanto si pensava potesse essere il limite per un buco nero stellare presente nella nostra galassia. In altri termini, questo enorme buco nero non dovrebbe esistere.

A scoprirlo è stato un team di ricerca internazionale guidato da scienziati dell'Accademia Cinese delle Scienze, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) – Osservatorio Astrofisico di Torino, dell'Istituto di Astrofisica delle Canarie (Spagna), dell'Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics (Stati Uniti), dell'Università della California e di numerosi altri centri di ricerca sparsi per il mondo. Gli scienziati, coordinati dal professor Jifeng Liu dell'Osservatorio Astronomico Nazionale cinese, lo hanno intercettato grazie a un telescopio ottico con uno specchio di 4 metri. Chiamato Large Sky Area Multi-Object Fiber Spectroscopic Telescope (LAMOST), lo strumento si trova nei pressi di Pechino ed è specializzato nella "caccia" a stelle che orbitano a oggetti invisibili, come un buco nero.

È proprio in questo modo che sono riusciti a individuare LB-1, che è accompagnato da una stella gigante blu con una massa otto volte quella del Sole. L'astro ha 35 milioni di anni e completa un intero giro attorno al buco nero in 79 giorni. La sua orbita è stata definita “incredibilmente circolare” dagli studiosi. Anche questa è una stranezza, perché se fosse stata catturata dalla forza gravitazionale dal buco nero mentre vagava nello spazio, avrebbe dovuto avere un'orbita decisamente più eccentrica (ellittica). Per diventare così circolare, infatti, sarebbe servito più tempo dell'età stessa della stella. A completare il quadro del buco nero “impossibile”, il fatto che non emette raggi-X; ecco perché per rilevarlo è stato necessario sfruttare la tecnica della velocità radiale della sua stella compagna. L'aspetto più enigmatico di LB-1 resta comunque la massa, come dichiarato dal professor Liu: “Pensavamo che stelle molto massicce, con la composizione chimica tipica della nostra galassia, dovessero disperdere la maggior parte del loro gas attraverso potenti venti stellari mentre si avvicinano alla fine della loro vita. Pertanto non dovrebbero lasciarsi alle spalle un residuo così imponente”, riferendosi alle dimensioni inaspettate del cuore di tenebra.

La scoperta di un siffatto buco nero, ha sottolineato il professor Liu, sarà una bella gatta da pelare per i teorici, dato che “dovranno affrontare la sfida di spiegarne la formazione”. Anche il direttore del “cacciatore di onde gravitazionali” LIGO, il professor David Reitze dell'Università della Florida, ha affermato che uno simile scoperta costringe gli studiosi “a riesaminare i modelli di come si formano i buchi neri di massa stellare”. I dettagli sul buco nero impossibile sono stati pubblicati sull'autorevole rivista scientifica Nature.