Il pianeta TOI 700 d. Credit: NASA’Goddard Space Flight Center
in foto: Il pianeta TOI 700 d. Credit: NASA’Goddard Space Flight Center

Una “sorella” della Terra è stata scoperta a cento anni luce di distanza dal Sistema solare. L'esopianeta, chiamato TOI 700 d, è il 20 percento più grande della nostra "casa" e si trova nella cosiddetta zona abitabile della sua stella di riferimento, la nana rossa di classe M TOI 700; ciò significa che sulla sua superficie le temperature permettono l'esistenza dell'acqua allo stato liquido, rendendolo un pianeta potenzialmente abitabile e dove forse già è presente vita aliena.

A scoprire TOI 700 d, che si trova incastonato nella costellazione australe del Dorado, è stato un team di ricerca americano guidato da scienziati della NASA e dell'Università di Chicago; lo hanno intercettato analizzando i dati del telescopio spaziale TESS (Transiting Exoplanets Survey Satellite), lanciato nello spazio nell'aprile del 2018 ed erede del “pensionato” cacciatore di pianeti Kepler. Si tratta del primo pianeta potenzialmente abitabile individuato grazie al TESS, che fino ad oggi ha già messo nel mirino una quarantina di corpi celesti. Alla scoperta di TOI 700 d hanno partecipato anche cinque scienziati italiani, ovvero Luca Cacciapuoti e Giovanni Covone dell’Università di Napoli Federico II, e Franco Mallia, Mario Di Sora e Giovanni Isopi dell’Osservatorio astronomico di Campo Catino (Frosinone).

Grazie ai dati del TESS gli scienziati guidati dalla dottoressa Emily Gilbert hanno in realtà rilevato tre pianeti attorno alla stella TOI 700: TOI 700 b, TOI 700 c e appunto TOI 700 d. Il primo ha le stesse dimensioni della Terra e orbita in appena 10 giorni attorno alla stella; il secondo ha dimensioni comprese tra quelle della Terra e Nettuno e completa un orbita in 16 giorni; la “sorella” della Terra orbita invece in 37 giorni. Tutti i pianeti sono in rotazione sincrona, ciò significa che espongono sempre la stessa faccia alla stella, esattamente come fa la Luna con la Terra. L'assenza di un'alternanza tra giorno e notte avrebbe un impatto significativo sulla possibile presenza di vita, ma non esclude affatto che essa possa essersi originata.

Al momento non è possibile stabilire la presenza di un'atmosfera e di elementi essenziali per la vita (perlomeno quella che conosciamo noi) come l'ossigeno e l'acqua, ma grazie ai nuovi telescopi – come il potentissimo James Webb Space Telescope, che dovrebbe essere lanciato nel 2021 – si potrà indagare a fondo sia su questo che su molti altri esopianeti promettenti, compresi quelli del sistema TRAPPIST-1. I dettagli sul pianeta sono stati pubblicati sul sito della NASA e su tre distinti articoli scientifici, presentati in seno al convegno della Società Astronomica Americana attualmente in corso di svolgimento a Honolulu.