Una "medusa capovolta" adagiata sul fondale marino. Credit: Marco Almbauer
in foto: Una "medusa capovolta" adagiata sul fondale marino. Credit: Marco Almbauer

La cosiddetta “medusa rovesciata” (Cassiopea xamachana) può uccidere le prede e pungere le persone senza la necessità di toccarle con i propri tentacoli. Questo celenterato, infatti, rilascia in acqua delle vere e proprie mini-granate urticanti. Si tratta di sfere colme delle strutture cellulari (nematocisti o cnidocisti) responsabili delle punture quando si sfiorano i tentacoli di questi misteriosi e affascinanti animali marini.

A scoprire la micidiale arma della medusa rovesciata è stato un team di ricerca guidato da scienziati dello US Naval Research Laboratory, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi del Museo Nazionale di Storia Naturale – Smithsonian Institution di Washington, dell'Università Rice, dell'Università Tohoku (Giappone) e del National Oceanic Atmospher Administration Fisheries Service. Gli scienziati, coordinati dalla dottoressa Cheryl Ames, sono riusciti a identificare queste granate urticanti – che hanno deciso di chiamare cassiosomi – sfruttando una combinazione di tecniche di analisi, dall'istologia alla microscopia, passando per la microfluidica, la biologia molecolare, la proteomica e la videografia.

In parole semplici, questa medusa che vive nel mar dei Caraibi, nel Golfo del Messico e nelle acque più calde dell'Oceano Atlantico occidentale rilascia nell'acqua i cassiosomi per andare a caccia e difendersi. Come indicato, sono composti principalmente da uno strato epiteliale esterno ricco di nematocisti, ma nel loro cuore si trovano anche microorganismi chiamati dinoflagellati, che vivono in simbiosi con la medusa. Aver scoperto questa affascinante arma ha svelato anche il mistero dei molti pescatori e appassionati di snorkeling che dicevano di essere stati punti da una medusa, di sentire lo stesso bruciore, pur assicurando di non averne toccata alcuna. Fortunatamente il veleno di questa specie desta poche preoccupazioni per l'essere umano, ma è letale per le prede più piccole di cui si nutre. I dettagli sui cassiosomi sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Communication Biology.