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28 Giugno 2018
15:02

Sclerosi multipla, nuove speranze da staminali: straordinario trapianto su tre pazienti in Italia

L’esito del pionieristico trattamento, già risultato efficace contro la sclerosi laterale amiotrofica, è stato annunciato all’Assemblea Nazionale della Pontificia Accademia per la Vita. Il neurochirurgo Sandro Carletti ha iniettato 5 milioni di staminali nel cervello di ciascuno dei tre pazienti affetti da sclerosi multipla: stanno tutti bene non hanno manifestato effetti avversi alla procedura.
A cura di Andrea Centini
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Il primo trapianto di cellule staminali effettuato in Italia su pazienti affetti da Sclerosi Multipla Secondaria Progressiva (SMSP) si è concluso positivamente. I tre partecipanti al pionieristico progetto stanno infatti bene e al momento non hanno sviluppato alcun effetto collaterale. Ad annunciarlo con orgoglio il dottor Angelo Vescovi, direttore scientifico dell'Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo e dell'Associazione Revert Onlus, presso il cui sito ufficiale erano state aperte alcune pagine proprio per candidarsi a questa avveniristica procedura.

Si è trattato di una sperimentazione di fase I per verificare l'impatto terapeutico e neurologico della somministrazione, che successivamente, previa autorizzazione, coinvolgerà un numero maggiore di pazienti e un quantitativo superiore di cellule staminali da somministrare. Al momento, infatti, ne sono state iniettate cinque milioni per paziente, un numero che raddoppierà nel secondo gruppo di partecipanti e continuerà a salire nei prossimi. Sono 15 in tutto i partecipanti coinvolti nella sperimentazione clinica di fase I e hanno un'età compresa tra i 18 e i 60 anni.

La cellule staminali sono state iniettate in un ventricolo laterale cerebrale (nell'encefalo sono quattro) al fine di agevolarne la diffusione nel sistema nervoso centrale, grazie al liquido cefalorachidiano o liquor cerebrospinale. Si tratta di cellule staminali prelevate da feti deceduti per cause naturali, risultate ampiamente efficaci nel trattamento della Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA). Per questo Vescovi e colleghi ne stanno verificando l'impatto anche nella Sclerosi Multipla Secondaria Progressiva, una malattia autoimmune.

Il trattamento è stato eseguito dal neurochirurgo Sandro Carletti, responsabile del Dipartimento di Neuroscienze dell'Ospedale Santa Maria di Terni, una delle strutture coinvolte nella sperimentazione assieme alla Fondazione Cellule Staminali di Terni, allo Swiss Institute for Regenerative Medicine e all'Ospedale Cantonale di Lugano. Come indicato, non è emersa alcuna complicazione legata alla procedura, e i tre pazienti, l'ultimo dei quali è stato sottoposto all'iniezione il 13 giugno, stanno tutti bene.

“Siamo orgogliosi dei risultati raggiunti in questa prima parte della sperimentazione”, ha dichiarato Vescovi in seno all'Assemblea Nazionale della Pontificia Accademia per la Vita tenutasi in Vaticano, dove è stato annunciato l'esito della sperimentazione. “I pazienti sono sotto controllo e stanno bene: non abbiamo rilevato alcuna evidenza di effetti collaterali. Quello intrapreso è un percorso lungo e complesso, ma la conclusione del trapianto sul primo gruppo di pazienti è un segnale positivo che rappresenta un nuovo traguardo per la ricerca scientifica italiana verso la cura delle malattie neurodegenerative. Per quanto si tratti di una sperimentazione di fase I, abbiamo costruito il disegno sperimentale in modo da avere qualche probabilità di potere evincere eventuali effetti terapeutici”, ha concluso il ricercatore. La speranza è che il trattamento abbia gli stessi effetti positivi evidenziati nel trattamento della Sclerosi Laterale Amiotrofica.

[Credit: Revert Onlus]

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