Un branco di bertucce (Macaca sylvanus) ha adottato un giovane esemplare sconosciuto, rimasto gravemente ferito e isolato dal suo gruppo in seguito a un incidente stradale. Pipo, questo il nome della sfortunata scimmia, è stato accolto dai suoi simili come fosse un membro della famiglia, con aperte manifestazioni di empatia e massima solidarietà. Si sono presi cura di Pipo per quattro mesi, fin quando non è stato in grado di fare ritorno dal proprio gruppo. È la prima volta che gli scienziati documentano un simile comportamento. Normalmente, infatti, le cosiddette adozioni tra scimmie del Vecchio Mondo coinvolgono solo esemplari giovanissimi, magari rimasti orfani o perché separati dal proprio gruppo d'origine. La genuina solidarietà dimostrata dalle bertucce aumenta le probabilità di recupero della specie, fortemente minacciata di estinzione e classificata con codice EN (endangered, in pericolo) nella Lista Rossa dell'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura.

Comportamento mai visto. A documentare il comportamento inedito delle bertucce, conosciute anche col nome di scimmie di Barberia o magot, è stata la dottoressa Liz A. D. Campbell del Dipartimento di Zoologia dell'Università di Oxford, Regno Unito, e membro dell'International Fund for Animal Welfare (IFAW) di Azrou, in Marocco. La ricercatrice specializzata in primatologia stava studiando i gruppi di bertucce che vivono nel Parco Nazionale di Ifrane, nelle magnifiche montagne del Medio Atlante in Marocco, quando si imbatté nel giovane Pipo, un esemplare di circa 3 anni. La scimmia era stata investita e presentava gravi ferite; rimase isolata per un paio di giorni su un albero, quando a un certo punto fu avvicinata da un altro gruppo di bertucce. Gli individui del nuovo gruppo mostrarono subito empatia, impegnandosi in comportamenti consolatori e di cura, come il grooming, che hanno permesso il pieno recupero di Pipo.

Scoperta eccezionale. Le bertucce, l'unica specie di scimmia che vive liberamente anche in Europa (a Gibilterra), sono animali estremamente sociali che manifestano comportamenti complessi di solidarietà ed empatia verso i membri del proprio gruppo famigliare. È la prima volta che un simile approccio viene documentato verso un esemplare del tutto sconosciuto, appartenente un altro gruppo. Secondo la dottoressa Campbell questo comportamento aumenta sensibilmente le possibilità di recupero della specie. Spesso, infatti, le giovani bertucce vengono strappate ai propri genitori per essere vendute come animali domestici o per costringerle a tenere “spettacoli” in strada, per poi essere abbandonate quando diventano adulte. Normalmente le scimmie salvate da queste condizioni vengono tenute in cattività e liberate in gruppi, proprio per migliorare la riabilitazione e far cementare la loro socialità. Tuttavia, poiché la storia di Pipo ha dimostrato che le bertucce provano empatia anche verso gli sconosciuti, potrebbe essere possibile liberare anche singoli individui o gruppi più piccoli nei pressi di un branco selvatico, che potrebbe adottarli e rendere la loro reintroduzione in natura decisamente meno traumatica e problematica. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica specializzata Primates.

[Foto Credit: Primates/Liz A. D. Campbell]