Dall'anello più interno di Saturno nasce una vera e propria pioggia di detriti e particelle organiche, che precipitano a una velocità pazzesca contro l'atmosfera del gigante gassoso. Una parte delle particelle, tuttavia, si elettrifica e cade seguendo le linee del campo magnetico del pianeta, dando vita a un suggestivo fenomeno chiamato “pioggia anulare”. Si tratta soltanto di due delle ultime scoperte fatte dagli scienziati della NASA sui dati raccolti dalla sonda Cassini durante il “Gran Finale”, le 22 spericolate e ravvicinatissime manovre effettuate nel 2017 prima del tuffo nell'atmosfera del pianeta.

Gli scienziati americani, che stanno analizzando i dati inviati dalla sonda prima del suo spettacolare schianto dopo 20 anni di onoratissima carriera nello spazio, sapevano già che dall'anello più interno di Saturno (Anello D) piovevano detriti, tuttavia non immaginavano potessero avere caratteristiche così peculiari. Basti pensare che dall'Anello D, che dista “appena” 6.600 chilometri dalla superficie gassosa di Saturno, precipitano 10mila chilogrammi (10 tonnellate) di materiale ogni secondo. E non si tratta solo di acqua ghiacciata, ma anche di ammoniaca, anidride carbonica, idrogeno molecolare, propano, silicati e molti altri ancora, che bombardano ininterrottamente Saturno come schegge impazzite. Cassini ha captato queste caratteristiche con i propri strumenti mentre orbitava nello spazio interno tra Anello D e Saturno, “proteggendosi” con l'antenna aperta come fosse una sorta di un ombrello.

“Quasi tutto quello che accade in quella regione si è rivelato una sorpresa. Era importante andare lì, esplorare un posto in cui non avevamo mai raggiunto prima. La spedizione ha davvero dato i suoi frutti, i dati sono terribilmente eccitanti”, ha dichiarato Linda Spilker, una delle ricercatrici a capo della missione Cassini. Una simile perdita di materiale suggerisce che prima o poi gli anelli del gigante gassoso si esauriranno, anche se il processo sarà lento e graduale, dato che quelli più interni (che perdono materiale più rapidamente) ricevono continuamente nuove particelle e detriti da quelli superiori.

Oltre alle nuove scoperte sugli anelli, gli scienziati della NASA hanno scoperto anche la presenza di un campo magnetico più sofisticato di quanto atteso, poiché praticamente privo di inclinazione (a differenza della Terra di altri pianeti). La scoperta suggerisce che Saturno generi il proprio campo magnetico in modo peculiare, che potrebbe seguire un andamento a strati. I dettagli sulle affascinanti scoperte sono stati pubblicati in sei distinti studi pubblicati sulla prestigiosa rivista scientifica Science.