La ricostruzione del volto effettuata a partire dal teschio confrontata con un ritratto di Riccardo III
in foto: La ricostruzione del volto effettuata a partire dal teschio confrontata con un ritratto di Riccardo III

La notizia del ritrovamento del suo scheletro venne resa ufficiale un anno fa dai ricercatori che lavoravano a quei resti; adesso le spoglie mortali del Re Riccardo III sono pronte per essere esaminate al fine di dare risposta a tutte le domande che i secoli hanno visto fiorire attorno ad uno dei sovrani più noti, discussi e vituperati della monarchia inglese.

Il Re malvagio e deforme

Sarà infatti sequenziato presto il DNA di Riccardo III il quale, di fatto, diventerà così il primo personaggio storico del quale conosceremo l’intero genoma: un primato non da poco per quel Re consegnato ai posteri come una creatura orrenda nell'animo e nel corpo. Fino ad ora, infatti, gli scienziati hanno mappato il patrimonio genetico esclusivamente di Ötzi, la mummia del Similaun, nonché di diversi Neanderthal ed Homo Sapiens, di grande utilità per la ricerca ma dalle esistenze anonime ed ignote.

Vile ma spietato, ambizioso ma tormentato: un sadico crudele contro i giovanissimi nipoti fatti perire nella Torre di Londra per portare a termine il proprio progetto di usurpazione, ma anche un vigliacco che sarebbe stato pronto a lasciare il campo di battaglia senza onore, se solo qualcuno gli avesse concesso quel «cavallo» in cambio del quale avrebbe dato il proprio Regno. Con fattezze esteriori che fornivano il giusto pendant a tanto orrore morale: una schiena ricurva che portava una spalla ad essere più alta dell’altra, un braccio avvizzito e l’andatura sbilenca e claudicante. Insomma, un corpo perfetto per la personificazione del male, almeno stando alle parole indelebili di colui il quale lo rese immortale, William Shakespeare: il quale, però, divenne il più grande scrittore di lingua inglese proprio durante gli anni del lungo regno di Elisabetta I, ossia la discendente di quell'Enrico VII che, eliminando Riccardo III, aveva portato sul trono la dinastia dei Tudor. Come dire: c’è la possibilità che, come spesso accade, la storia l’abbiano fatta i vincitori, dipingendo il sovrano in questione con tinte assai più fosche di quelle che lo caratterizzavano, forse. O forse no.

Lo scheletro rinvenuto evidenzia la spina dorsale fortemente scoliotica che caratterizzava il sovrano. Le ferite al cranio sono compatibili con i colpi ricevuti nella battaglia che gli fu fatale.
in foto: Lo scheletro rinvenuto evidenzia la spina dorsale fortemente scoliotica che caratterizzava il sovrano. Le ferite al cranio sono compatibili con i colpi ricevuti nella battaglia che gli fu fatale.

Una mappa per tutti

In ogni caso è proprio su questo che puntano ad indagare i ricercatori dell’Università di Leicester che, in collaborazione con l’Università di Potsdam, analizzeranno il DNA ricavato da quelle ossa vecchie di oltre 500 anni per cercare di confermare o smentire scientificamente quello che è stato in buona parte anche ricostruzione letteraria (quando non esplicita propaganda “dinastica”). Quali erano le malattie ereditarie che il re portava con sé? Aveva intolleranze e predisposizioni? La speranza dei ricercatori è anche quella di riuscire ad individuare l'eventuale componente genetica di specifiche patologie, se non sarà possibile riabilitare la figura del tremendo monarca.

Una volta ultimata, la mappa completa del genoma di Riccardo III sarà disponibile online, offrendo la possibilità a scienziati e storici di intraprendere affascinanti ricerche; nonché, a chiunque lo voglia, di confrontare il patrimonio genetico del sovrano con il proprio, al fine di scoprire un eventuale legame con l'ultimo dei Plantageneti.