Non andremo su Marte, almeno per il momento. Così come sono stati annullati i grandi eventi globali, anche il lancio del nuovo rover dell'European Space Agency (ESA) in collaborazione con l'agenzia spaziale russa Roscosmos è stato rimandato: la missione ExoMars, che avrebbe portato un rover – chiamato Rosalind Franklin – sulla superficie del pianeta rosso, è stata rimandata al 2022. Il motivo, ovviamente, è l'emergenza sanitaria internazionale causata dalla pandemia di coronavirus. Ma non solo, perché secondo l'ESA sarebbero ancora da effettuare ulteriori test per assicurare il funzionamento del paracadute del veicolo.

"Abbiamo accettato il fatto che lanciare quest'anno significherebbe sacrificare test essenziali" ha spiegato Jan Wörner, direttore generale dell'ESA. "È stata una decisione molto dura, ma è quella giusta, ne sono sicuro. In questa situazione vediamo che il coronavirus può influenzare anche i preparativi, perché le varie persone provenienti da Russia, Italia e Francia non possono muoversi facilmente". È il secondo ritardo per la missione ExoMars, che inizialmente sarebbe dovuta partire nel 2018 ma, a causa di ritardi nella consegna di materiali, è stata poi spostata al 2020.

Ora l'ulteriore ritardo, dovuto in parte alle difficoltà causate dalla pandemia di coronavirus e in parte dalla necessità di effettuare nuovi test sui paracadute del veicolo, essenziali per far atterrare il rover sulla superficie del pianeta. Lo scorso anno, infatti, due test relativi all'atterraggio hanno portato al danneggiamento dei paracadute, che in alcuni casi si sono squarciati. L'ESA ha spiegato di voler fare altri due test prima della missione, ma non ci sarebbe tempo di farli prima dell'estate, quando doveva esserci il lancio effettivo. Anche alcuni componenti interni devono essere ricontrollati e il software finale della missione non è stato ancora completato. Insomma, se ne riparla nel 2022, la prossima finestra utile per lanciare il rover Rosalind Franklin.