Il virologo statunitense Robert Gallo, che nel 1983 fu tra gli scopritori del virus HIV, annuncia l'arrivo di un vaccino anti AIDS nel giro di pochi anni, una speranza per il futuro che tutti aspettano.

Se a dirlo è Robert Gallo, senza dubbio considerato tra le voci più autorevoli sull'argomento, c'è da sperare in un futuro in cui l'AIDS sarà solo uno spettro lontano che avrà finalmente smesso di nuocere e fare vittime; il virologo statunitense, tra gli scopritori nel 1983 del virus HIV di tipo 1, ha infatti dato l'annuncio della notizia che cambierà il volto minaccioso della malattia.

«Sarà possibile sviluppare un vaccino contro l'AIDS» ha infatti dichiarato nel ritirare pochi giorni fa il premio Mino Damato, istituito dalla fondazione Bambini in Emergenza, presso la Camera dei deputati; riconoscimento conferitogli per il suo determinante contributo nella ricerca e nella lotta contro il terribile flagello.

Gli studi sulla prevenzione proseguono a ritmo sostenuto e, soprattutto negli ultimi anni, stanno portando al fiorire e moltiplicarsi di approcci terapeutici; il risultato più evidente di questo risiede nel calo dei decessi da AIDS e nell'allungamento della vita media dei pazienti sieropositivi, anche se la fine dell'incubo è ancora lontana. Tuttavia gli studi sono sicuramente a buon punto e potrebbero portare, nel giro di pochissimi anni, alla messa a punto di più di un vaccino.

«In soli tre anni si è già quintuplicata la complessità della ricerca condotta rispetto ai trent’anni precedenti. In questo Bill Gates ha fatto la differenza: è un eroe, ha spinto sulla ricerca e ha fatto aumentare molto l’attenzione sui vaccini». Attualmente, Robert Gallo sta partecipando ad una sperimentazione avviata da esercito americano e Sanofi Aventis in Thailandia sulle scimmie che sta dando buoni risultati. Entro metà del 2013 inizierà il trial clinico: un passo avanti che potrebbe portare, finalmente, l'umanità lontana dall'AIDS, rendendo il morbo solo un terribile, brutto ricordo.