Le bambine cinesi Lulu e Nana geneticamente modificate per resistere all’HIV potrebbero morire prematuramente a causa dell’intervento effettuato sul gene che ha permesso proprio la resistenza al virus. Questo è quanto sostengono i ricercatori della University of California, Berkeley che stanno studiando le conseguenze del controverso esperimento cinese. Vediamo insieme cosa sta succedendo.

Resistere all’HIV. Sappiamo che in Cina sono nate due bambine, Lulu e Nana, che sono state modificate geneticamente per resistere all’HIV. Il genetista responsabile di questo esperimento, He Jiankui, ha infatti sfruttato la tecnica del “taglia e incolla genetico”, il CRISPR/Cas9, per modificare il gene CCR5 e far si che le bambine non potessero contrarre il virus.

Vita breve con CCR5 modificato. Gli scienziati della University of California, Berkeley, spiegano di aver analizzato oltre 400.000 genomi e di aver scoperto che mutazioni del gene CCR5 comportano un importante incremento del rischio di morte prematura tra i 41 e i 78 anni. Studi passato avevo già dimostrato che due copie mutate del gene CCR5 sono associate ad una quadruplicazione del tasso di mortalità in seguito ad infezioni influenzali.

Un esperimento che fa discutere. Ancora una volta dunque l’esperimento sulle bambini cinesi fa discutere poiché, al di là delle implicazioni etiche in esso coinvolte, va detto che comunque ad oggi non abbiamo una sufficiente conoscenza in fatto di modifiche genetiche volontarie per capire quali potrebbero essere i veri effetti sulla vita delle persone sulle quali viene eseguito questo tipo di intervento.

Più intelligenti, vita più breve. Va detto che nei mesi scorsi un altro studio ha indagato sulle possibili conseguenze della mutazione del gene CCR5 ed era giunto alla conclusione che questo tipo di intervento potesse rendere le due bambine più intelligenti. Insomma, al momento non sappiamo davvero cosa aspettarci per il futuro di queste ‘cavie umane’, ma gli scienziati stanno facendo il possibile per chiarire la situazione.