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Lo scienziato cinese He Jiankui, autore dell'esperimento che ha fatto nascere i primi bambini geneticamente modificati, nel corso della conferenza all'International Summit on Human Genome Editing aveva annunciato un'altra gravidanza in corso, allo stadio iniziale. A gennaio 2019 è arrivata la conferma dalle autorità cinesi: la donna coinvolta è ancora in dolce attesa. Jiankui si era dichiarato “molto orgoglioso” dei risultati raggiunti dal suo controverso esperimento, ma aveva deciso di arrestare la ricerca sulla spinta delle asprissime critiche mosse dall'intera comunità scientifica.

A pesare sulla decisione sono state soprattutto le inchieste avviate a suo carico. Non solo quella della Southern University of Science and Technology, la “sua” università che ha avviato la procedura di licenziamento, ma anche quelle della Commissione Nazionale per la Sanità e del ministero della Scienza e della Tecnologia del suo Paese. Tenendo presente che esperimenti di editing genetico su embrioni umani (destinati a gravidanze) sono severamente vietati anche in Cina, lo studioso al termine delle indagini finirà a processo e rischia una condanna pesantissima. Si tratta di un caso unico nel suo genere e dunque non è ancora nota l'entità della potenziale punizione. L'ateneo di Shenzhen si è completamente dissociato dal lavoro di Jiankui, dichiarando di non essere a conoscenza della sua ricerca e di non aver fornito alcun tipo di supporto. Lo studioso lo aveva confermato durante la conferenza di Hong Kong, sottolineando che l'intera sperimentazione è stata finanziata con i suoi fondi.

Secondo lo scienziato la divulgazione dei risultati dell'esperimento sulle due gemelline Lulu e Nana, modificate per “resistere” alle infezioni di HIV, sarebbero stati resi noti prima del previsto, aggiungendo che il suo lavoro era sotto la revisione di una rivista scientifica, anche se non ne ha fatto il nome. Jiankui aveva coinvolto nell'esperimento otto coppie sieropositive (una si è ritirata), modificandone geneticamente gli embrioni ottenuti affinché i figli fossero protetti dal virus dell'HIV.

Stando a quanto dichiarato da Jiankui, le gemelline Lulu e Nana sarebbero in perfetta salute, tuttavia la comunità scientifica è molto scettica al riguardo, considerando il rischio delle mutazioni off target (fuori bersaglio) della tecnica di editing genetico CRISPR/Cas9. In pratica, sarebbero esposte al rischio di altre patologie e mutazioni dagli esiti imprevedibili, che potrebbero fra l'altro trasmettere ai figli, “contaminando” il genoma umano con qualcosa di artificiale e inquietante. Non a caso circa un centinaio di colleghi cinesi hanno scritto una lettera aperta sottolineando che con questo esperimento “il vaso di pandora è stato aperto”, e che va richiuso prima che sia troppo tardi. Le piccole nate da questa controversa ricerca e la mamma in gravidanza sono sotto strettissima sorveglianza medica.