Fin quando il coronavirus SARS-CoV-2 continuerà a circolare anche in un solo Paese, il rischio che la pandemia possa rialzare la testa e cominciare a macinare di nuovo contagi e vittime non può essere scongiurato. Al momento, tuttavia, la diffusione del patogeno emerso in Cina fa tutto fuorché rallentare (nel mondo si registrano circa 10,4 milioni di contagiati e più di mezzo milioni di morti), e benché in alcuni Paesi – Italia compresa – la fase più critica sia alle spalle, non si esclude affatto la possibilità della temuta seconda ondata. Non a caso Tedros Adhanom Ghebreyesus, il direttore generale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, ha dichiarato che il peggio della pandemia “deve ancora arrivare”.

Questo scenario è reso ancor più fosco da una recente dichiarazione del dottor Anthony Fauci, direttore dell'Istituto Nazionale di Allergie e Malattie Infettive (NIAID – The National Institute of Allergy and Infectious Diseases) e a capo della task force messa in campo dalla Casa Bianca per combattere la COVID-19 negli Stati Uniti. Intervistato alla CNN, l'immunologo di fama internazionale ha dichiarato che il coronavirus SARS-CoV-2 potrebbe non essere mai eradicato a causa dei cosiddetti antivaccinisti, coloro che si oppongono alla vaccinazione. Secondo un recente sondaggio condotto dall'emittente a stelle e strisce, ben un terzo degli americani non avrebbe intenzione di sottoporsi al vaccino, indipendentemente da quanto costerà (se sarà scoperta una preparazione sicura ed efficace). Questa situazione, spiega Fauci, rappresenta un grandissimo problema.

Per suffragare il proprio punto di vista, abbracciato da moltissimi altri scienziati, Fauci ha sottolineato innanzitutto che il miglior vaccino mai realizzato è stato quello per il morbillo, che presenta un'efficacia compresa tra il 97 e il 98 percento. Lo scienziato ha affermato che “sarebbe meraviglioso se raggiungessimo questo risultato” con quello per la COVID-19, ma dubita che ci si arriverà, pertanto si accontenterebbe di un'efficacia del 70-75 percento. Qui però emerge un problema da non sottovalutare. Con un terzo degli americani non disposti a vaccinarsi e una preparazione con quella efficacia, è improbabile che si ottenga la sperata immunità di gregge, secondo Fauci. L'immunità di gregge è un meccanismo grazie al quale si riesce a limitare – e finanche a eliminare – la diffusione di un agente infettivo proprio per via del fatto che la maggior parte delle persone risulta vaccinata. In parole semplici, il patogeno trova un sacco di porte sbarrate e non riesce a circolare. L'immunità di gregge è fondamentale ad esempio per proteggere tutte quelle persone che non possono vaccinarsi per altre cause (ad esempio una malattia grave), dunque vaccinandoci tutti faremmo loro da scudo.

Fauci ha affermato che “c'è un sentimento generale anti-scienza, anti-autorità, anti-vaccino” tra alcune persone negli Stati Uniti, “una percentuale allarmante di persone, relativamente parlando”, dunque il governo "ha molto lavoro da fare" per educare i cittadini sull'importanza dei vaccini. Fin quando circoleranno le teorie “antivacciniste”, c'è dunque il rischio che non si riesca ad arrestare l'avanzata del coronavirus, e con esso possibili seconde (e successive) ondate, con potenziali nuovi lockdown e misure di contenimento che avrebbero effetti devastanti sulle comunità, già fortemente provate dall'impatto sanitario, sociale ed economico della prima fase della pandemia.