Il governo islandese vuol far rinascere le foreste rase al suolo dai vichinghi, colpevoli di aver completamente stravolto l'isola nordatlantica. L'aspro e caratteristico paesaggio roccioso dell'Islanda è infatti una curiosa eredità del popolo vichingo; da quando vi giunse, alla fine del IX secolo, abbatté la maggior parte delle foreste di betulla, l'unico albero autoctono. I vichinghi avevano bisogno di legname in grande quantità per costruire case, imbarcazioni, recinti e spazi aperti per il bestiame, e così non si fecero problemi a distruggere il rigoglioso ecosistema della terra conquistata. Hanno trasformato l'Islanda nel Paese meno boscoso d'Europa, dove oggi le foreste occupano solo lo 0,5 percento del territorio, in base a una delle ultime indagini della FAO. Basti pensare che in Italia esse ricoprono ben il 35 percento del suolo nazionale.

Problemi gravi. Benché gli iconici paesaggi islandesi rappresentino una delle principali attrazioni per i turisti, il governo locale sta facendo il possibile per far risorgere le antiche foreste perdute. Alcune città, ad esempio, sono sotto costanti tempeste di sabbia e polveri proprio perché non ci sono ostacoli naturali come le foreste ad arrestarle, inoltre l'assenza di vegetazione arborea favorisce l'erosione del terreno e impedisce l'accumulo dell'acqua, una caratteristica insolita per un'isola sita così a nord. Il rimboschimento è anche considerato una misura cruciale per mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici.

Rinascita difficile. La divisione di ricerca del Servizio forestale islandese ha avviato diversi progetti di rimboschimento in numerose aree, ma invece di utilizzare l'unico albero autoctono (la già citata betulla) sta piantando anche abeti, pini e pioppi provenienti dal Nord America, in particolar modo dall'Alaska. Questo perché si tratta di alberi molto più produttivi, anche dal punto di vista della del legname. Ma la crescita degli alberi in Islanda è ostacolata dalle temperature rigide, dai numerosi vulcani attivi che cospargono di cenere il terreno e dalla carenza di azoto nel sottosuolo. A causa di ciò il tasso di crescita degli alberi islandesi è decisamente scarso rispetto alle aree più rigogliose del pianeta. Curiosamente, negli ultimi anni sono stati proprio i cambiamenti climatici a favorire la crescita degli alberi, grazie alle temperature più miti. Negli ultimi 4 anni sono stati piantati in tutto circa mille ettari di piante ad alto fusto per far rinascere le foreste, ma per completare l'ambizioso progetto ci vorrà moltissimo tempo.