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8 Ottobre 2021
17:02

Rinvenuti in Norvegia gli sci dell’antichità meglio conservati: hanno 1.300 anni

Sulla montagna Digervarden, in Norvegia, un gruppo di archeologi ha rinvenuto la coppia di sci antichi meglio conservata in assoluto. Il primo era stato recuperato nel 2014, mentre il secondo è stato individuato ed estratto alla fine di settembre di quest’anno, a pochi metri da dove era stato rinvenuto il primo. Gli antichissimi sci presentano ancora l’attacco per i piedi, fatto con cinghie di cuoio e corde di betulla.
A cura di Andrea Centini
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Lo sci appena estratto dal ghiaccio. Credit: Andreas Christoffer Nilsson, secretsoftheice.com
Lo sci appena estratto dal ghiaccio. Credit: Andreas Christoffer Nilsson, secretsoftheice.com

Quando si pensa agli sci vengono in mente strumenti moderni, eleganti e molto efficaci, che permettono sia di praticare sport ad alto livello che di spostarsi agevolmente sulle distese innevate. Tuttavia questi pratici oggetti venivano utilizzati anche dall'uomo preistorico; basti pensare che sono stati recuperati frammenti di sci e scoperte pitture rupestri ad essi dedicate risalenti al 6.000 Avanti Cristo. Nel 2014 sulla cima della montagna Digervarden, in Norvegia, un gruppo di scienziati ha scoperto uno sci di ben 1.300 anni, comprensivo di attacco per il piede. Sebbene non si trattasse del più antico in assoluto, era sicuramente quello più completo. Ora, a sette anni da quella scoperta straordinaria, nella stessa zona un gruppo di archeologi ha rinvenuto anche il secondo sci, formando così il paio completo dell'antichità meglio conservato in assoluto.

Dettaglio dello sci. Credit: Espen Finstad, secretsoftheice.com.
Dettaglio dello sci. Credit: Espen Finstad, secretsoftheice.com.

A recuperare il secondo sci sono stati gli archeologi di Secrets of the Ice, che hanno condotto una spedizione nei giorni scorsi dopo aver monitorato per anni i livelli di scioglimento del ghiaccio nell'area. Dopo il rinvenimento del primo reperto, infatti, erano quasi sicuri di poter trovare in zona anche il secondo sci, ma hanno dovuto attendere che le condizioni fossero sufficientemente buone per iniziare la caccia. Alla fine di settembre, appena un paio di settimane fa, l'archeologo Runar Hole e il suo assistente Bjørn Hessen si sono nuovamente recati sul posto per un sopralluogo grazie alle condizioni favorevoli, e ad appena 5 metri dal punto in cui fu trovato il primo sci è stato individuato anche il secondo. Purtroppo per larga parte era incastrato nel ghiaccio e non avevano gli strumenti idonei per recuperarlo, così, dopo aver registrato la posizione GPS e scattato varie fotografie sono tornati non appena possibile con una squadra di recupero.

Lo sci di 1300 anni: Espen Finstad, secretsoftheice.com.
Lo sci di 1300 anni: Espen Finstad, secretsoftheice.com.

Nonostante le abbondanti nevicate gli esperti giunti sul posto hanno nuovamente localizzato il reperto e, muniti di picconi, acqua tiepida e altri strumenti, sono riusciti a estrarlo senza danni. Lo sci , lungo 187 centimetri e largo 17 centimetri, non solo è più grande del precedente, ma è anche molto meglio conservato. L'attacco per il piede è infatti ottimamente conservato, presentando elementi in corda di betulla e cinghie di cuoio. Non c'è da stupirsi che i due sci abbiano dimensioni differenti; al di là del fatto che si tratta di oggetti fatti completamente a mano 1.300 anni fa – di certo non sono di serie usciti da una fabbrica -, presentano anche diverse riparazioni, segno che si trattasse di strumenti preziosi, difficili da sostituire e custoditi con estrema cura dall'uomo che ne faceva uso. Possibile comunque che il paio sia stato ottenuto unendo due elementi di due coppie diverse. Del proprietario purtroppo non c'è traccia; gli scienziati non escludono che gli sci possano essere stati perduti nella neve, ma è possibile anche che l'uomo sia rimasto vittima di un incidente e non sia stato in grado di scendere dalla montagna. Se così fosse, il ghiaccio potrebbe nascondere anche il suo corpo. Gli esperti di Secrets of the Ice continueranno a monitorare la zona nella speranza di trovare altri reperti straordinari.

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