Siamo in piena estate e dunque già da diverse settimane combattiamo contro le zanzare e le fastidiose punture che procurano, con le quali abbiamo inevitabilmente a che fare ogni anno. Delle oltre 3.500 specie che esistono al mondo, in Italia ne sono presenti una sessantina, ma solo alcune di esse sono coinvolte nelle punture e nella potenziale trasmissione di malattie, e dunque considerate nocive per l'uomo. Fra esse le principali figurano la zanzara comune (Culex pipiens), la zanzara tigre (Aedes albopictus) e la zanzara di risaia (Ochlerotatus caspius), oltre a Aedes vexans, Anopheles messeae, Anopheles labranchiae, Culex modestus e altre citate dall'Università degli Studi di Padova. Ricordiamo che le zanzare sono gli animali che uccidono più di chiunque altro (oltre 700mila persone ogni anno), in particolar modo a causa della malaria, che strappa la vita a un bambino ogni 2 minuti. Fortunatamente nel nostro Paese le malattie più pericolose che esse trasmettono non sono presenti, ma in futuro potrebbero diffondersi a causa dei cambiamenti climatici. Evitare di essere punti da questi insetti è dunque importante, ma sui metodi e sui rimedi per farlo c'è molta confusione, soprattutto perché su internet vengono elargiti consigli che spesso non sono supportati da evidenze scientifiche. Ecco cosa c'è da sapere.

I repellenti chimici anti zanzara

Benché in molti non considerino sicuri i prodotti chimici “anti zanzara” in commercio, come evidenziato dallo studio “Risk assessments for the insect repellents DEET and picaridin” pubblicato sulla rivista scientifica Regulatory Toxicology and Pharmacology e condotto da scienziati dell'Università Statale del Montana, “non sono stati riscontrati rischi tossicologici significativi dall'uso tipico di questi repellenti per insetti”. Altroconsumo sottolinea come gli unici prodotti realmente efficaci contro le punture delle zanzare sono proprio i repellenti. A confermarlo anche il professor Cameron Webb, docente di Clinica presso l'Università di Sydney, che su The Conversation ricorda come i prodotti contenenti DEET (dietiltoluamide) – che si presenta come un liquido oleoso dal colore giallognolo – sono sicuri anche per i bambini di età superiore ai 3 mesi. Naturalmente vanno sempre utilizzati nei tempi e nei modi opportunamente indicati. Lo scienziato sottolinea che sebbene alcune persone siano riluttanti a utilizzarli, poiché percepiscono un certo pericolo per la propria salute, “questi prodotti vengono utilizzati miliardi di volte ogni anno, con pochissime segnalazioni di irritazione cutanea o altri esiti avversi”. Il rischio maggiore è rappresentato dalle potenziali malattie che possono trasmettere le zanzare non proteggendosi, ha ribadito lo studioso. Nel caso si decida di utilizzare un repellente, va verificata la concentrazione del principio attivo (più è elevata e più a lungo dura la protezione) e soprattutto, come ricorda il professor Webb, “è necessario che vi sia una copertura completa di tutta la pelle esposta”, indipendentemente dal tipo di formulazione, che si tratti gel, lozioni, creme, spray e via discorrendo.

I repellenti anti zanzara a base vegetale

Per chi non intende utilizzare repellenti a base di DEET o altri composti, ci sono soluzioni con oli vegetali che potrebbero essere alternative valide in determinate circostanze. Recentemente una ricerca condotta da scienziati del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agroambientali dell'Università di Pisa ha evidenziato che gli oli essenziali di tre piante, ovvero coriandolo (Coriandrum sativum), ruta d'Aleppo (Ruta chalepensis) e lamiacea Hyptis suaveolens, a parità di concentrazione mostrato una repellenza “di gran lunga superiore a quella del DEET”. I repellenti classici su base vegetale, che contengono oli di citronella, tea-tree, eucalipto, lavanda, menta e altro ancora, “raramente forniscono la stessa durata di protezione dei repellenti a base di DEET o picaridin”, sottolinea il professor Webb. Lo scienziato cita al riguardo lo studio “Comparative Efficacy of Insect Repellents against Mosquito Bites” pubblicato sull'autorevole rivista scientifica The New England Journal, nel quale si conclude che “i repellenti non DEET attualmente disponibili non forniscono protezione per periodi simili a quelli dei repellenti basati su DEET, e non possono essere utilizzati per fornire una protezione prolungata in ambienti in cui le malattie trasmesse dalle zanzare rappresentano una minaccia sostanziale”. Webb afferma che per chi va fuori per poco tempo le soluzioni vegetali possono rappresentare un'alternativa valida ai repellenti chimici, tuttavia vanno riapplicate “dalle 3 alle 4 volte più frequentemente dei prodotti a basso dosaggio con DEET”. Secondo Altroconsumo gli oli garantiscono una protezione molto limitata, “al massimo di 20 minuti”. Lo scienziato australiano ha inoltre affermato che questi prodotti, pur essendo naturali, non sono comunque scevri dal rischio di determinare irritazione cutanea (come mostra lo studio "A review of applications of tea tree oil in dermatology"). Tra i rimedi vegetali “miracolosi” contro le zanzare citati spesso su internet figura anche il Ledum palustre, il rosmarino di palude da assumere oralmente, tuttavia sempre Altroconsumo sottolinea che sull'efficacia “mancano conferme scientifiche e non è possibile assicurare che le eventuali proprietà della pianta siano conservate perché, come tutti i prodotti omeopatici, la diluizione è così elevata da non lasciare alcuna sostanza attiva nel prodotto finito”.

Altri rimedi anti zanzara

Oltre a descrivere i prodotti applicabili sul corpo o nell'ambiente (come zampironi, piastrine e simili), il professor Webb ha elencato su The Conversation alcuni consigli per limitare il rischio di essere punti. Indossare pantaloni lunghi e magliette/camicie a manica lunga, non attillati, è un metodo efficace per ridurre le probabilità di essere punti. Così come evitare di indossare abiti scuri (blu, nero e così via), che sembrerebbero avere un'attrattiva maggiore per le femmine di zanzara, le uniche che pungono poiché hanno bisogno del sangue per le uova. Lo scienziato raccomanda caldamente di evitare braccialetti, dispositivi che emettono ultrasuoni, applicazioni per smartphone e soluzioni analoghe, poiché considerate totalmente inutili. Per quanto concerne gli ultrasuoni, Altroconsumo aggiunge che secondo la maggior parte degli studi le zanzare non hanno udito, e nei test condotti in laboratorio non hanno dimostrato alcuna efficacia (mentre risultano fastidiosi per l'uomo e gli animali domestici). Anche consumare determinati alimenti non offre alcun beneficio contro le zanzare: banane, aglio e soprattutto assunzione di vitamina B – spesso considerata un rimedio anti zanzara “miracoloso” – non hanno alcun effetto. Bere birra invece attirerebbe di più gli insetti, come specificato dal professor Webb. Anche piazzare le piante aromatiche su davanzali e giardini non servirebbe a nulla. “Le zanzare adorano un cortile ombreggiato, e sfortunatamente non ci sono piante che puoi mettere in giardino che tengano lontane le zanzare. Mentre l'estratto concentrato di alcune piante può funzionare come repellente per insetti, gli alberi e gli arbusti non sono efficaci”, ha sottolineato lo scienziato dell'Università di Sydney. Insomma, usare vasi e piantine per "schermare" la casa non aiuterebbe a ridurre le probabilità di essere morsi, a differenza di una solida zanzariera. Un altro rimedio pubblicizzato sono le “bat box”, le casette per i pipistrelli: è vero che i chirotteri mangiano (anche) le zanzare, ma per ottenere una protezione da questi mammiferi alati è necessario innanzitutto che le casette vengano colonizzate. Altroconsumo indica che non vanno esposte al sole diretto e ad aree rumorose, inoltre va rispettata anche l'altezza. Per quanto concerne i prodotti ambientali, tra i più efficaci si segnalano spirali e bastoncini che diffondono d-Alletrina  (riduzione delle catture tra il 41 e il 67% in base a un test di Altroconsumo) e spray da spruzzare su piante e altre superfici esterne, con una riduzione delle catture fino al 48 %. Poco efficaci lanterne, racchette e trappole.