Il dottor Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), in un approfondito editoriale pubblicato sulla rivista scientifica specializzata “World Psichiatry” ha dichiarato che la pandemia di coronavirus SARS-CoV-2 sta avendo un impatto significativo sulla salute mentale di tutti noi. Il rischio, come specificato dagli specialisti del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi, è che si possa innescare una vera e propria ondata di stress post-traumatico; basti pensare che durante i mesi più critici della prima ondata, secondo un sondaggio dell'Istituto Piepoli ben il 60 percento degli italiani stava soffrendo di stress, mentre il 43 percento stava sperimentando il livello massimo possibile. Paura del contagio, problemi col lavoro, separazione dagli affetti e perdita di cari sono stati solo alcuni dei fattori a catalizzare ansia, depressione e stress; oggi sono ancora diffusi – del resto il virus non è stato ancora sconfitto -, ma potrebbero riacutizzarsi nel caso in cui si dovesse entrare nella temuta seconda ondata. Per combattere le nefaste conseguenze della pandemia, sempre più operatori sanitari stanno raccomandando una medicina senza alcuna controindicazione: una sana e genuina risata, ancor meglio se fragorosa e da “lacrime agli occhi”.

Come specificato al New York Times dal dottor Michael Miller, cardiologo presso la Scuola di Medicina dell'Università del Maryland, affrontare le difficoltà col sorriso, con del sano umorismo, può davvero aiutarci a mantenerci più in salute. “L'aumento dello stress aumenta il rischio di eventi cardiovascolari, compresi infarti e ictus. Avere un buon senso dell'umorismo è un modo eccellente per alleviare lo stress e l'ansia e donare un senso di normalità a questi tempi difficili”, ha dichiarato lo scienziato. C'è una spiegazione scientifica dietro ai benefici innescati del buon umore: ridere rilascia infatti ossido nitrico o monossido di azoto, come specificato nella ricerca “The Effect of Mirthful Laughter on the Human Cardiovascular System” pubblicata su Med Hypotheses proprio dal dottor Miller e dal collega William F. Fry. Si tratta di un gas in grado di regolare la circolazione del sangue, rilassando i vasi sanguigni, abbattendo la pressione arteriosa e riducendo la coagulazione. Ne consegue un effetto calmante, che tiene a bada lo stress e tutte le conseguenze drammatiche che esso facilita (come appunto l'insorgenza di eventi cardiovascolari). Non a caso il dottor Miller prescrive una sana risata al giorno per ogni paziente, "una profonda risata fisiologica che scatena lacrime di gioia e relax".

Lo studio giapponese “Associations of Frequency of Laughter With Risk of All-Cause Mortality and Cardiovascular Disease Incidence in a General Population: Findings From the Yamagata Study” guidato da scienziati dell'Università di Yamagata, ad esempio, ha dimostrato che le persone che ridono di più hanno un rischio inferiore di sviluppare patologie cardiovascolari potenzialmente fatali. Il risultato è suffragato da un'altra indagine condotta in Norvegia: gli scienziati dell'Università Norvegese della Scienza e della Tecnologia, nello studio “A 15-Year Follow-Up Study of Sense of Humor and Causes of Mortality” pubblicato su Psychosomatic Medicine hanno dimostrato che le persone che ridono di più tendono a vivere più a lungo. Considerando che gli eventi cardiovascolari rappresentano – assieme al cancro – la principale causa di morte nei Paesi industrializzati, a maggior ragione in Nord Europa dove la dieta si basa fondamentalmente su prodotti di origine animale, non c'è da stupirsi che ridere possa far davvero bene alla salute.

Altri studi hanno dimostrato che le risate riduce la circolazione del cosiddetto ormone dello stress (cortisolo) e dell'adrenalina, favorendo al contempo l'assorbimento di endorfine, sostanze chimiche prodotte dal cervello che donano un profondo senso di benessere e piacere. Sono prodotte ad esempio quando si consumano determinati alimenti, come il cioccolato. Secondo lo studio “The Effect of Humor on Short-term Memory in Older Adults: A New Component for WholePerson Wellness” ridere favorirebbe persino le capacità cognitive delle persone più avanti con l'età, migliorando ad esempio la prontezza della memoria a breve termine. Questo, naturalmente, ha un impatto positivo anche su ansia e stress.

Come sottolineato al NYT dalla psicoterapeuta Megan Werner, cercare di “sgonfiare” una situazione difficile, riderci sopra, rappresenta una delle tecniche migliori per contrastare l'ansia. Con questo approccio la specialista riesce ad affrontare argomenti molto spinosi e a disinnescare gli effetti del trauma patito. Ci sono operatori sanitari che usano le risate come una vera e propria terapia; l'infermiera Mary Laskin del Kaiser Permanente di San Diego, ad esempio, ha messo a punto una sorta di scatola “del pronto soccorso” con giochi divertenti e libri di barzellette, da ‘somministrare' ai pazienti che combattono contro il dolore cronico. “Questa pandemia è come una tigre che arriva di soppiatto verso di noi, un enorme fonte di stress che peggiora l'esperienza del dolore. L'umorismo aiuta i miei pazienti a rilassarsi e a dimenticare il problema del dolore ”, ha dichiarato l'infermiera. Paul Osincup, il presidente dell'Associazione per l'umorismo applicato e terapeutico, suggerisce di annotare tutte le cose “più difficili e fastidiose” che capitano durante la pandemia e di giocare con esse, scherzarci sopra, provando a tirar fuori un po' di umorismo dalla propria situazione. Insomma, moltissimi specialisti concordano sull'aiuto offerto dalle risate, un vero e proprio toccasana in un periodo così drammatico.