108 pazienti seguiti, di cui 32 italiani e un finanziamento di 1 milione e 600 mila euro che ha visto la partecipazione di Fondazione AriSla, Fondazione Vialli e Mauro per la ricerca, Federazione italiana gioco calcio, Ministero della salute e Comunità europea. L'impegno, però, ha prodotto i suoi risultati dal momento che il gruppo di ricerca italiano del consorzio Italsgen coordinato dal professore Adriano Chiò della Città della Salute di Torino è riuscito ad individuare il gene all'origine della Sla (Sclerosi laterale amiotrofica). Si tratta del gene Matrin3 presente nel cromosoma 5. Il prof. Chiò ha spiegato che questa scoperta "ci aiuta a capire i meccanismi con cui si scatena [la Sla, Ndr] , almeno nelle forme genetiche, ovvero quando si presenta all'interno della stessa famiglia. La scoperta però servirà anche a far luce sulla Sla non ereditaria, che rappresenta la maggior parte dei casi".

Il risultato della ricerca ha porta il team italiano sulla copertina della rivista specializzata Nature Neuroscience, ma prima di poter divulgare i dettagli dello studio sarà necessario estendere ulteriormente il campo di indagine. In questo modo, oltre all'importantissimo fattore genetico scoperto dagli studiosi italiani, sarà possibile conoscere anche i fattori ambientali che possono contribuire alla comparsa della malattia. Il prof. Chiò ha anticipato che si tratterà "di un grande studio condotto su 1600 pazienti, una casistica davvero significativa".