Nuovo e impressionante record di immersione documentato per un pinguino imperatore (Aptenodytes forsteri); ben 32 minuti e 20 secondi sott'acqua. Sono circa 5 minuti in più rispetto al precedente primato noto per questi spettacolari uccelli marini, che vivono solo nell'aspro continente antartico. Il record è stato registrato – per puro caso – dai ricercatori dell'Istituto nazionale della ricerca sull'acqua e l'atmosfera della Nuova Zelanda, dello Scripps Institution of Oceanography e dei Moss Landing Marine Laboratories.

Gli studiosi, coordinati dalla professoressa Kimberly T. Goetz, ecologa marina presso l'ateneo neozelandese, erano intenzionati a installare sensori GPS su pinguini riproduttori per studiarne il comportamento. L'obiettivo era ‘etichettare' gli animali nel mese di gennaio (2013), ma a causa di alcuni imprevisti la squadra di ricercatori sbarcò a Cape Colbeck soltanto a fine marzo, quando la colonia principale si era ormai spostata. Goetz e colleghi erano convinti di non trovare esemplari a disposizione, ma un piccolo gruppo di venti giovani adulti era ancora in loco, e così gli scienziati decisero di seguire loro.

I segnali GPS raccolti nell'arco di circa tre mesi hanno fatto emergere lunghi spostamenti dai 273 ai 9mila chilometri, un dato che suggerisce l'assenza di figli da accudire (se ne avessero avuti i tragitti sarebbero stati sensibilmente inferiori). Il dato più interessante risiede tuttavia nelle immersioni compiute, ben 96mila, con una media di sei all'ora (di giorno) per ogni esemplare. Sono state 17 le immersioni che hanno battuto il precedente record di 27,6 minuti, e una è arrivata addirittura a 32,2 minuti. Il dato è impressionante e misterioso perché la fisiologia di questi pinguini suggerisce che possono resistere sott'acqua senza problemi per ‘soli' 8 minuti, poi subentra il sistema anaerobico che ha un impatto con effetti imprevedibili sul loro organismo.

Credit: Memory Catcher
in foto: Credit: Memory Catcher

I pinguini si sono spinti a una profondità media di circa 80 metri, ma è noto che possono superare persino i 530 metri. L'incredibile durata dell'immersione da record, secondo gli scienziati, si può spiegare con diverse ipotesi. Nella migliore il pinguino aveva trovato un punto ricchissimo di cibo (prevalentemente pesce, ma anche calamari e krill) e non voleva proprio farselo sfuggire, in alternativa si pensa a un cambio di rotta fuori programma, che ha impedito all'animale di trovare un foro sul ghiaccio da cui uscire più rapidamente.

I pinguini imperatori sono i più grandi e pesanti uccelli di questa famiglia (sfeniscidi), dato che possono raggiungere il metro e 20 centimetri di altezza per un peso massimo di 40 chilogrammi. Sono conosciuti per la lunga ed estenuante marcia che compiono durante la stagione riproduttiva, col maschio e la femmina che si alternano nella cova per andare a mangiare. I dettagli sull'immersione da record sono stati pubblicati sulla rivista scientifica specializzata Journal of Marine Ecology Progress Series.