Credit: Scientific Reports
in foto: Credit: Scientific Reports

480 milioni di anni fa, nel cuore dell'Ordoviciano inferiore, un gruppo di strani artropodi preistorici – chiamati trilobiti – camminava in fila indiana nell'acqua, dando vita alla più antica “processione” di animali nota agli scienziati. La fortuna – dal punto di vista squisitamente paleontologico – ha infatti voluto che queste creature venissero sepolte dai detriti tutte assieme, durante la misteriosa marcia diretta chissà dove. Si generò così uno dei più spettacolari reperti fossili mai recuperati, soprattutto perché ci racconta moltissimo di un comportamento sociale che era già presente all'alba dell'evoluzione.

Il prezioso fossile è stato recuperato in un sito paleontologico dell'attuale Marocco; a descriverlo un team di ricerca internazionale guidato da scienziati dell'Università di Lione, Francia, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi dell'Università di Brest, del Museo Cantonale di Losanna (Svizzera), del Dipartimento di Scienze della Terra presso la Facoltà di Scienze e Tecnologia dell'Università Cadi-Ayyad di Marrakesh (Marocco) e di altri istituti. Gli scienziati, guidati dal professor Jean Vannier, docente presso il Dipartimento di Geologia dell'ateneo di Lione, ritengono che il comportamento sociale di questa specie di trilobite (chiamata Ampyx priscus) fosse particolarmente coordinato. Non sarebbero state correnti o il trasporto passivo a raggrupparli in quel modo.

Poiché questi artropodi erano ciechi, Vannier e colleghi indicano che si stavano spostando in maniera non troppo dissimile da come fanno le famigerate processionarie del pino (Thaumetopoea pityocampa) e le aragoste spinose dei Caraibi nell'Oceano Pacifico; questi animali creano lunghe file indiane, con i singoli esemplari che si toccano gli uni con gli altri con le appendici e seguono scie odorose di feromoni per giungere a destinazione. Nel caso dei trilobiti non si esclude che quel comportamento fosse legato a scopi riproduttivi, ma potrebbe essere stato una risposta allo stress per le acque agitate a causa di una tempesta in atto (i cui segnali sono stati trovati nel sedimento). Probabilmente è stata la stessa tempesta a far crollare i detriti fangosi sugli artropodi, lunghi appena dai 16 ai 22 millimetri. I dettagli sull'affascinante processione fossile sono stati pubblicati sulla rivista Scientific Reports.