Credit: Ron Miller
in foto: Credit: Ron Miller

A 420 anni luce dalla Terra c'è un pianeta assolutamente meraviglioso, un gigantesco super Saturno con un sistema di anelli – almeno trenta – che si estende per ben 120 milioni di chilometri, più di duecento volte quello del “Signore degli anelli” del Sistema Solare. J1407b, questo il suo nome, fu scoperto alcuni anni fa da un team di ricerca dell'Università di Rochester (Regno Unito) guidato dall'astronomo Eric Mamajek; oggi sappiamo che uno spazio vuoto rilevato tra i suoi magnifici anelli non è creato da una luna, come invece si verifica fra quelli di Saturno a causa del satellite Mimas.

A caccia di esolune. Lo scienziato Phil Sutton della Scuola di Matematica e Fisica dell'Università di Lincoln ha messo a punto una simulazione per capire se lo spazio vuoto tra gli anelli di J1407b fosse generato o meno dalla presenza di una esoluna. Ha calcolato le forze gravitazionali in gioco tra le particelle degli anelli e inserito altri parametri al computer, poi ha aggiunto un'ipotetica esoluna in orbita nell'area del vuoto – sita a circa 60 milioni di chilometri dall'esopianeta – per capire se attraverso la sua presenza fosse in grado di generarlo. La simulazione ha dato esito negativo: in nessun caso una luna in orbita poteva spiegare quel vuoto, dunque non ci sono le stesse condizioni di Saturno.

Vita extraterrestre. Secondo Sutton le esolune (cioè lune che orbitano attorno a pianeti extrasolari) sono i posti più interessanti dove cercare la vita extraterrestre. Grazie all'attrazione gravitazionale dei rispettivi pianeti, infatti, esse possono presentare acqua liquida sulla loro superficie, anche in posti ben distanti dalle cosiddette “zone abitabili” delle stelle. Ad oggi sono stati scoperti circa 4mila esopianeti, ma solo una piccola parte di essi si trova nelle suddette zone abitabili; molte di più potrebbero essere le esolune con caratteristiche compatibili per la vita come la conosciamo noi. Purtroppo il super Saturno, che ha una massa fino a 36 volte quella di Giove, sembrerebbe essere privo di queste lune, perlomeno nell'area del vuoto. I dettagli della ricerca di Sutton sono stati pubblicati sulla rivista scientifica specializzata Monthly Notices of the Royal Astronomical Society.