Credit: NASA
in foto: Credit: NASA

Nel gigantesco ghiacciaio Thwaites, sito nella porzione occidentale della calotta antartica, il tasso di scioglimento è praticamente raddoppiato negli ultimi sei anni, determinando una perdita di ghiaccio fino a 800 metri ogni 12 mesi. L'enorme massa perduta dal Thawites contribuisce da sola al 4 percento dell'innalzamento del livello del mare globale. Secondo gli scienziati il ghiacciaio potrebbe raggiungere un cosiddetto punto di non ritorno, che lo avvierebbe verso lo scioglimento completo, anche qualora riuscissimo a contenere gli effetti del riscaldamento globale.

Effetti catastrofici. Se ciò dovesse accadere, la sua scomparsa determinerebbe un innalzamento del livello del mare di circa mezzo metro, sufficiente a sommergere alcune isole dell'Oceano Pacifico e aree costiere continentali. Ma poiché si tratta di un colosso in grado di influenzare anche i ghiacciai limitrofi, secondo altri studi il suo scioglimento potrebbe determinare un effetto a catena in grado di innalzare il livello del mare fino a 2 metri. Una vera e propria catastrofe. È il motivo per cui il Thwaites viene considerato una bomba a orologeria.

Lo studio. A calcolare le sorti del ghiacciaio antartico è stato un team di ricerca americano composto da studiosi del Georgia Institute of Technology, del Jet Propulsion Laboratory presso il California Institute of Technology (CALTECH) e dell'Università di Washington. Gli scienziati, coordinati dalla professoressa Hélène Seroussi, hanno utilizzato sofisticati modelli matematici per determinare la possibile sorte del Thwaites. Il punto di non ritorno potrebbe essere raggiunto tra 200 e 600 anni, e una volta superato questo limite il ghiacciaio potrebbe sciogliersi completamente in 150 anni. Non si tratterebbe dunque di un fenomeno imminente, ma è comunque piuttosto vicino da rappresentare un serio pericolo per l'umanità.

Cosa sta succedendo. Alcune decine di anni fa l'Antartide perdeva circa 40 miliardi di tonnellate di ghiaccio all'anno, oggi si è arrivati a 252 miliardi di tonnellate all'anno. Il fenomeno è legato a riscaldamento globale, in particolar modo quello degli oceani, che sta fondendo dal basso le grandi lastre di ghiaccio che si affacciano sui mari del Polo Sud. Basti pensare che proprio sotto al Thwaites è stata trovata una cavità gigantesca scavata dall'acqua calda in grado di contenere 14 miliardi di tonnellate di ghiaccio. Tra i suoi scopritori lo scienziato italiano della NASA Pietro Milillo. A causa dei numerosi fattori in ballo è impossibile prevedere con esattezza ciò che avverrà ai ghiacciai antartici, ma il rischio di uno scioglimento catastrofico è sempre più probabile a causa delle emissioni di gas serra legate alle attività umane. I dettagli del nuovo studio sono stati pubblicati sull'autorevole rivista scientifica Proceedings of the National Academy of Sciences.