Coronavirus
27 Aprile 2021
12:11

Questo farmaco per malattie infiammatorie intestinali riduce l’efficacia del vaccino anti Covid

Analizzando le risposte anticorpali di circa 7mila pazienti vaccinati contro il coronavirus e affetti da malattie infiammatorie croniche intestinali (IBD) – come il morbo di Crohn e la colite ulcerosa -, un team di ricerca britannico ha dimostrato che il farmaco infliximab riduce l’efficacia del vaccino anti Covid.
A cura di Andrea Centini
Attiva le notifiche per ricevere gli aggiornamenti su
Coronavirus

Un farmaco utilizzato per combattere le malattie infiammatorie croniche intestinali (IBD – inflammatory bowel disease) e altre patologie autoimmuni – alla stregua dell'artrite reumatoide – riduce in modo significativo l'efficacia dei vaccini anti Covid. Il farmaco, chiamato infliximab, è un anticorpo monoclonale che fa parte della famiglia degli anti-TNF (fattore di necrosi antitumorale); precedenti studi avevano dimostrato che questi medicinali sono in grado di compromettere l'immunità indotta da vaccini contro le pneumococco, l'influenza e l'epatite virale, aumentando al contempo il rischio di gravi infezioni respiratorie. Alla luce di queste premesse, un gruppo di scienziati ha voluto indagare se l'infliximab fosse in grado di ridurre anche l'efficacia dei vaccini anti Covid, trovando una risposta affermativa grazie allo studio CLARITY condotto nel Regno Unito.

A determinare che l'infliximab utilizzato per le malattie infiammatorie croniche intestinali – come il morbo di Crohn e la colite ulcerosa – riduce l'efficacia dei vaccini contro il coronavirus SARS-CoV-2 è stato un team di ricerca britannico guidato da scienziati del Dipartimento di Gastroenterologia – Royal Devon ed Exeter NHS Foundation Trust dell'Università di Exeter, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi dell'Università di Edimburgo, del Crohn’s and Colitis UK e dello UK National Institute for Health Research (NIHR). Gli scienziati, coordinati dal professor Tariq Ahmad, sono giunti alle loro conclusioni dopo aver coinvolto circa 7mila pazienti con malattia di Crohn e colite ulcerosa da un centinaio di ospedali del Regno Unito tra settembre e dicembre 2020, proprio per verificare l'impatto dei farmaci utilizzati per trattare queste malattie sull'immunità innescata dai vaccini anti Covid. Nello specifico, i partecipati allo studio avevano ricevuto una o due dosi del vaccino BNT162b2/Tozinameran (Comirnaty) di Pfizer-BioNTech e del Vaxzevria di AstraZeneca-Oxford-Irbm.

Attraverso test sierologici il professor Ahmad e i colleghi hanno indagato sulla risposta anticorpale dei partecipanti, determinando che quelli trattati con infliximab non hanno sempre sviluppato una concentrazione sufficiente di anticorpi neutralizzanti. “Dopo una singola dose di vaccino, solo circa un terzo dei partecipanti (103 su 328) trattati esclusivamente con infliximab ha generato livelli adeguati di anticorpi contro il virus affinché il vaccino potesse essere considerato efficace”, si legge nel comunicato stampa legato allo studio. “Nei partecipanti che assumevano contemporaneamente infliximab e farmaci immunomodulatori, come l'azatioprina o il metotrexato, i livelli di anticorpi erano ancora più bassi dopo una singola dose di vaccino; solo 125 su 537 hanno raggiunto la soglia ritenuta positiva di un test anticorpale”, hanno aggiunto gli studiosi.

Fortunatamente, i partecipanti che avevano già avuto la COVID-19 (l'infezione provocata dal coronavirus SARS-CoV-2) o che avevano ricevuto due dosi di vaccino hanno mostrato una risposta anticorpale decisamente più significativa; pertanto gli scienziati raccomandano che le persone trattate con farmaci in grado di compromettere l'immunità – come l'infliximab – ricevano prioritariamente la copertura completa del vaccino. “La nostra ricerca indica che le persone trattate con infliximab dovrebbero considerare che non saranno protette dalla COVID-19 fino a quando non avranno ricevuto entrambe le dosi di un vaccino, dovrebbero continuare a mantenere un maggior distanziamento fisico e a proteggersi”, ha specificato il coautore dello studio Nick Powell, docente presso l'Imperial College di Londra. I dettagli della ricerca “Anti-SARS-CoV-2 antibody responses are attenuated in patients with IBD treated with infliximab” sono stati pubblicati sulla rivista scientifica specializzata Gut.

27105 contenuti su questa storia
Lascia un commento!
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni