SpiroNose. Credit: Breathomix/Twitter
in foto: SpiroNose. Credit: Breathomix/Twitter

Una società dei Paesi Bassi ha sviluppato un dispositivo simile a un etilometro in grado di rilevare la positività al coronavirus SARS-CoV-2 attraverso il respiro esalato. Si chiama “SpiroNose” ed è progettato dalla Breathomix, in stretta collaborazione con medici e scienziati dell'Università di Amsterdam. A guidare il team multidisciplinare il professor Peter Sterk, esperto di Fisiopatologia, Asma e malattie polmonari. In parole semplici, lo “SpiroNose” rileva i composti chimici presenti nel respiro umano e può discernere quello esalato da una persona contagiata da quello di un negativo. Il risultato viene segnalato rapidamente e la sensibilità, in base a quanto emerso dai test, non sarebbe dissimile da quella dei tradizionali test Covid. Il governo dei Paesi Bassi ha già acquistato centinaia di questi dispositivi per la distribuzione, sebbene ci sia stato un "incidente di percorso" significativo.

Come rilevato da Science, in un test condotto ad Amsterdam poco dopo la sua presentazione 25 persone che erano risultate negative erano in realtà positive al coronavirus SARS-CoV-2. Una donna coinvolta, la professoressa di diritto sportivo Marjan Olfers, in un “cinguettio” su Twitter ha persino dichiarato di essere stata ricoverata in ospedale per COVID-19, pochi giorni dopo il test respiratorio negativo. Ciò ha portato a una interruzione repentina dei test, sebbene il Ministero della Salute olandese, dopo una consultazione urgente con Breathomix ed esperti del Servizio Sanitario Pubblico (GGD) di Amsterdam, ha successivamente deciso di non ritirare l'autorizzazione all'azienda, ritenendo che non fosse stato il dispositivo a “fallire”, ma errori da parte di chi lo ha utilizzato e la mancanza di istruzioni dettagliate da parte dei costruttori. Chiuso questo spiacevole incidente, lo SpiroNose adesso è addirittura coinvolto nel test rapido dei lavoratori che stanno preparando l'Eurovision Song Contest, in avvio oggi (18 maggio) a Rotterdam.

Ma come funziona esattamente lo SpiroNose? Come indicato, è progettato per individuare la positività al coronavirus dall'analisi del respiro, veicolato attraverso un "boccaglio". Sfrutta sette differenti sensori a semiconduttore di ossido di metallo – si specifica nella presentazione di Breathomix – che analizzano i composti chimici volatili (VOC) presenti nell'aria espirata e discerne così tra negativi e positivi. “Quattro array di sensori sono posizionati all'interno del tubo e misurano i composti volatili nel respiro espirato dei partecipanti, mentre altri quattro array di sensori misurano i VOC nell'aria ambientale”, si legge dalla descrizione. Ma l'effettiva capacità dello SpiroNose nel rintracciare il coronavirus SARS-CoV-2 è considerata una sorta di “scatola nera”, ha spiegato a Science l'esperto di proteomica Paul Skipp, ricercatore presso l'Università di Southampton. “I processi biologici responsabili dei cambiamenti non sono compresi. In linea di principio, stai puramente misurando una correlazione”, afferma l'esperto.

Nonostante ciò, la dottoressa Rianne de Vries, chief operating officer di Breathomix, ha dichiarato che “il tasso di falsi negativi dello SpiroNose è di circa lo 0,1 percento”, sulla base delle 30mila verifiche effettuate dalla compagnia Lead Healthcare. Nel recente studio “Ruling out SARS-CoV-2 infection using exhaled breath analysis by electronic nose in a public health setting” caricato su MedrXiv e non ancora sottoposto a revisione paritaria, il dispositivo – plasmato sui profili del respiro di un migliaio di partecipanti – è riuscito a identificare tutti e 33 i positivi al coronavirus SARS-CoV-2, confermati dalla PCR (tampone molecolare). In ulteriori studi sono stati ottenuti risultati che hanno rilevato una sensibilità analoga a quella di altri test anti Covid, ma con la differenza di essere molto più rapido nel fornire una risposta e meno invasivo di un tampone oro-rinofaringeo (necessario per raccogliere i campioni biologici da analizzare). L'obiettivo dello SpiroNose non è quello di sostituire i tamponi molecolari, ma permettere test a tappeto su un gran numero di persone in modo semplice e veloce, individuando il maggior numero di positivi da indirizzare poi a ulteriori esami.

Gli scienziati sono al lavoro per perfezionare l'affidabilità del dispositivo, ma soprattutto per superare il concetto di “scatola nera”, andando effettivamente a individuare quali sono i composti chimici che determinano la positività del respiro del paziente. Ciò permetterà di produrre sensori ancora più precisi e ottenere uno strumento potenzialmente efficiente quanto un etilometro.