Coronavirus
3 Giugno 2021
10:49

Questo diffuso farmaco antinfiammatorio può ridurre l’efficacia del vaccino anti Covid

Mettendo a confronto la risposta umorale/anticorpale e cellulare innescata dal vaccino anti Covid di Pfizer-BioNTech in pazienti con patologie infiammatorie immuno-mediate (IMID) e soggetti sani, un team di ricerca internazionale guidato da scienziati dell’Università di New York ha determinato che l’antinfiammatorio metotrexato può ridurre l’efficacia della vaccinazione.
A cura di Andrea Centini
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I pazienti che assumono il farmaco antinfiammatorio e immunomodulatore metotrexato (conosciuto anche col nome di ametopterina) possono sviluppare una risposta immunitaria meno robusta dopo l'inoculazione del vaccino contro il coronavirus SARS-CoV-2. In altri termini, questo diffuso medicinale utilizzato per combattere patologie infiammatorie immuno-mediate (IMID) come la sclerosi multipla e l'artrite reumatoide – ma anche alcune forme di tumori – può ridurre l'efficacia del vaccino anti Covid. Alla luce di questo rischio, gli esperti raccomandano di approntare strategie adeguate al fine di migliorare il più possibile l'immunizzazione nei pazienti trattati con il suddetto farmaco.

A determinare che il metotrexato può ridurre sensibilmente l'efficacia dei vaccini anti Covid è stato un team di ricerca internazionale guidato da scienziati americani dell'Università di New York (NYU), che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi della Friedrich-Alexander University – Erlangen di Norimberga (Germania). I ricercatori, coordinati dalla professoressa Rebecca Haberman, docente di Clinica presso il Dipartimento di Medicina del Langone Health dell'ateneo statunitense, sono giunti alle loro conclusioni dopo aver messo a confronto la risposta umorale/anticorpale e cellulare di due coorti di pazienti: la prima composta da 51 pazienti con una malattia infiammatoria immuno-mediata trattati presso l'istituto Langone e da 26 soggetti sani del gruppo di controllo; la seconda da altri 31 pazienti tedeschi con IMID e 182 sani. Tutti quanti avevano ricevuto le due dosi del vaccino anti Covid BNT162b2/Tozinameran (nome commerciale Comirnaty) messo a punto dalla casa farmaceutica americana Pfizer in collaborazione con la società di biotecnologie tedesca BioNTech.

Analizzando la risposta anticorpale contro la proteina S o Spike del coronavirus SARS-CoV-2 in tutti i partecipanti dopo la vaccinazione, la professoressa Haberman e i colleghi hanno osservato che essa è risultata robusta (oltre il 90 percento) nei soggetti sani e nei 37 pazienti con IMID trattati con farmaci biologici, alla stregua degli inibitori del fattore di necrosi tumorale (TNF); tuttavia nel gruppo trattato col metotrexato (45 soggetti), una buona risposta anticorpale è stata osservata solo nel 62,2 percento di essi. Anche la risposta immunitaria cellulare è risultata meno forte nei pazienti in cura col farmaco immunomodulatore; se da un lato, infatti, i soggetti sani e quelli trattati con antinfiammatori diversi dal metotrexato sviluppavano cellule T CD8, specializzate nell'eliminazione delle cellule già infettate dal coronavirus, chi assumeva il metotrexato non mostrava un aumento nell'attivazione delle cellule T CD8 dopo la vaccinazione.

Sebbene si tratti di risultati significativi, gli autori dello studio indicano che sono necessari ulteriori indagini per comprendere a fondo la questione, inoltre anche se risulta una riduzione nella risposta immunitaria ciò non significa che questi pazienti non siano protetti dalla COVID-19, la malattia provocata dal patogeno pandemico. “È molto importante affermare che i pazienti non dovrebbero preoccuparsi dei risultati dei nostri studi poiché la maggior parte dei pazienti con disturbi del sistema immunitario risponde bene ai vaccini mRNA”, ha dichiarato la professoressa Haberman in un comunicato stampa. “È anche possibile che il metotrexato stia ritardando, piuttosto che prevenendo, un'adeguata risposta immunitaria contro la COVID-19”, ha aggiunto la scienziata. “Sono necessarie ulteriori ricerche per capire perché una percentuale così significativa di persone con disturbi immunitari comuni che assumono metotrexato ha carenze nel montare la risposta anticorpale e cellulare”, ha dichiarato il coautore dello studio Jose U. Scher, docente presso il Dipartimento di Medicina della NYU Langone. “Questo potrebbe non significare necessariamente che il vaccino non sia efficace, ma che devono essere studiate strategie alternative per il vaccino”, ha aggiunto l'esperto.

Tra le strategie suggerite dagli autori della ricerca, la sospensione del metotrexato durante il periodo della vaccinazione, una riduzione nel dosaggio del farmaco e richiami del vaccino anti Covid. I dettagli della ricerca “Methotrexate hampers immunogenicity to BNT162b2 mRNA COVID-19 vaccine in immune-mediated inflammatory disease” sono stati pubblicati sulla rivista scientifica specializzata Annals of the Rheumatic Diseases.

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